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Oggi l’incontro tra Draghi e Meloni. Riaperture, tutela delle imprese e basta alle folli misure restrittive

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In una sorta di sliding doors l’incontro tra due possibili premier: uno del presente (Draghi) ed uno del futuro (Meloni)

L’appuntamento è per le 12.30 quando Giorgia Meloni varcherà il portone di Palazzo Chigi per incontrare il premier Mario Draghi. Si tratta del terzo incontro, escludendo quelli legate alle consultazioni, tra il presidente del Consiglio e la leader dell’opposizione e che assomiglia sempre più a un appuntamento previsto secondo quella logica di periodica consultazione tra il capo del governo e per l’appunto l’opposizione.

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Quindi non un semplice gesto di cortesia, ma piuttosto una prassi che si va consolidando, così come aveva chiesto la stessa Meloni all’indomani della formazione del governo. E molto in tal senso hanno inciso anche i buoni rapporti personali che si sono instaurati tra le parti. Infatti, si racconta che Draghi abbia molta stima dell’ex ministro della Gioventù del Berlusconi Quater e che con il tempo abbia apprezzato le posizioni espresse da FdI, sempre chiare, oneste e schiette frutto di analisi, studi e riflessioni.

Si arriva così a questo incontro nel corso del quale la leader di Fratelli d’Italia ha in parte già anticipato quali saranno i temi che porrà all’attenzione del premier: le riaperture e la tutela delle libertà personali; il blocco dei licenziamenti visto però nell’ottica del sostegno delle imprese. E chissà che non rientri nel confronto anche la questione, a dir poco paradossale, del limite delle quattro persone a tavola al ristorante e nei pubblici esercizi per le zone bianche e gialle.

Ieri Giorgia Meloni ha parlato di «folli misure restrittive, utili solo a danneggiare ulteriormente l’economia», di «provvedimenti che sembrano concepiti più per continuare a massacrare le categorie odiate dalla sinistra che per combattere concretamente il virus». Da qui la riflessione che «le aziende e le attività italiane devono essere messe al centro di ogni azione di Governo, vanno sostenute e lasciate libere di produrre ricchezza: solo così sarà possibile tornare alla normalità e far ripartire la Nazione».

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Difficile, perciò, che la leader di FdI non faccia cenno con Draghi a questa vicenda che comunque sarà oggetto di un vertice del governo nella mattinata. Per la precisione sarà una riunione tecnica convocata a seguito di una richiesta inviata dalla Conferenza delle regioni. Fonti delle Regioni spiegano infatti che «l’ipotesi del limite di 4 persona al chiuso non è stata proposta ufficialmente alle Regioni e non trova riscontro. Nelle interlocuzioni ieri sera si è fatto presente che, considerato come le decisioni assunte sino ad ora (linee guida in primis) siano sempre state condivise in un clima assolutamente collaborativo e di rispetto istituzionale, ha sorpreso che l’interpretazione del governo sul tema sia avvenuta in maniera autonoma».

Numero dei commensali a parte, Giorgia Meloni solleciterà il premier sulle «riaperture» e chiederà «di allentare sul tema della libertà, che voglio porre perché secondo me è diventata una questione serissima e la sopravvivenza delle aziende». E proprio su questo punto la Meloni chiarisce di «avere una serie infinita di proposte efficaci».

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Altro tema, lo sblocco dei licenziamenti sul quale però la Meloni ha le idee molto chiare: «Credo che continuiamo a parlare del blocco dei licenziamenti non capendo che è un problema secondario. Il problema principale che noi abbiamo è che il 40 per cento delle aziende italiane rischia di chiudere e se chiude, il blocco dei licenziamenti non ci salverà. Il problema, e lo dirò a Draghi, che non lo risolviamo con il blocco dei licenziamenti ma lo risolviamo immaginando che lo Stato trovi delle formule per premiare gli imprenditori che in questa fase non chiudono.

Altro tema quello delle norme sullo scoperto: «Dal primo gennaio è entrato in vigore un nuovo regolamento dell’Agenzia bancaria europea sullo scoperto bancario che prevede che si possa essere segnalati alla Centrale rischi con uno scoperto bancario per i singoli di 100 euro e per le imprese di 500 euro. Per ora c’è la moratoria sui prestiti ma quando finisce, se questo regolamento resta in vigore, ci troveremo con decine di milioni di italiani segnalati alla Centrale rischi il che significa non poter più accedere al credito e il sistema bancario che deve correre ai ripari. Allora, lo voglio dire al presidente Draghi, se non lo capisce lui? Credo che oggi con la sua autorevolezza, Draghi possa andare in Europa a dire: Almeno sospendiamo l’entrata in vigore del regolamento fino alla fine della pandemia».

Questo quanto già annunciato dalla Meloni, ma è probabile che ci sarà anche altro. Comunque sia non saranno tanto i temi ad essere importanti ma è il fatto stesso che ci sia l’incontro. E’ la conferma di un ruolo sempre più significativo che Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ha acquisito nel corso di questa legislatura. E se si considera che a livello parlamentare FdI rappresenta ancora soltanto quel 4,4 per cento raccolto ormai tre anni fa, dimostra il salto compiuto da questo partito e dalla stessa Giorgia Meloni.

Insomma, in questo incontro c’è tutto un non detto che, come al solito, è più importante di quello che si dirà. Una sorta di sliding doors tra due presidenti del Consiglio: quello di oggi e quello di domani. Una suggestione? Può darsi, ma lo era anche pensare che Fratelli d’Italia nei sondaggi avrebbe scavalcato il Pd, diventando il secondo partito d’Italia, e toccando quota 20 per cento dei consensi. E invece è diventato realtà.

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