Fisco, no alla spedizione delle cartelle esattoriali sotto l’ombrellone

«Alla vigilia dell’estate non possiamo inondare di cartelle esattoriali i contribuenti. C’è la necessità di trovare il sistema che contempli le esigenze di cassa dello Stato con la capacità di interi settori produttivi di poter saldare i debiti con il fisco in modo sostenibile».

Lo ha affermato Alessandro Amitrano (M5s), segretario dell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati nel corso del forum “Estate, un mare di novità tra riforme, cartelle e superbonus…” promosso dalla Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

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«Ho avuto modo di esprimere più volte perplessità – ha aggiunto Amitrano – anche per i tempi di attuazione sull’anno ‘bianco’ fiscale e previdenziale per i lavoratori autonomi e i professionisti. La firma del ministro del lavoro, Andrea Orlando, sul decreto interministeriale per l’esonero contributivo è un primo passo fondamentale per il quale, però, vanno tenuti presenti i tempi per le relative dichiarazioni da presentare e la circostanza che i professionisti più giovani difficilmente potranno beneficiare di un contributo reale visti i requisiti richiesti».

Secondo Silvia Covolo, deputata della Lega in Commissione Finanze della Camera, «è indispensabile prorogare i termini per l’invio delle cartelle e programmare in maniera che comunque non possono essere inviate tutte insieme e di colpo a professionisti, artigiani e partite iva, che hanno duramente pagato l’emergenza Covid-19. Occorre, da un lato, eliminare i crediti fiscali inesigibili, e, dall’altro, prevedere una rateizzazione dei debiti fiscali a medio e lungo termine».

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«Va mantenuta la flat tax al 15 per cento – spiega Covolo -, introdotta dal governo giallo-verde, per i redditi fino a 65mila euro che andrebbe integrata con una aliquota al 20 per cento per i redditi fino a 100mila euro. La tassazione agevolata non solo sostiene imprese e professionisti in questo difficile periodo, ma è anche lo strumento più efficace per combattere il fenomeno dell’evasione fiscale».

Di sostegno alle partite iva ha parlato anche Sara Moretto deputata di Italia Viva in Commissione Attività produttive: «Non basta il semplice rinvio delle cartelle esattoriali. Bisogna porsi da subito il problema che prima o poi arriveranno ai contribuenti e quindi non ci si può esimere dall’affrontare il tema della rateizzazione. Che deve essere automatica per tutti e deve prevedere un tempo di dieci anni per sanare i debiti con il fisco, con un meccanismo premiale per chi riesce ad anticipare questo termine».

«È impensabile – rileva Moretto – chiedere che i crediti vengano riscossi tutti e subito. È il tempo del pragmatismo. Pensiamo agli oltre 900 miliardi di crediti, dei quali il 90 per cento non esigibili, e concentriamo le energie su quelli esigibili cercando di semplificare con le rateizzazioni che sono più semplici e meno costose».

Anche i professionisti hanno esternato le proprie perplessità sui tempi di consegna delle cartelle esattoriali dopo oltre un anno di pandemia.

Sulle priorità per la ripartenza si è soffermata anche Maria Teresa Baldini (Fi), componente della Commissione Attività produttive di Montecitorio: «Il turismo è trasversale a tutte le attività e ricoprirà un ruolo fondamentale per la ripresa economica del Paese. Ben oltre quanto fosse considerato prima della pandemia. Sarà determinante la capacità di vincere la concorrenza europea, che già punta sulla sicurezza sanitaria, ripristinando le nostre peculiarità: dalla capacità di produrre bellezza a quella dell’ospitalità; rivalutando l’importanza delle città metropolitane nei circuiti internazionali come fattore attrattivo anche per il turismo locale; puntando in modo deciso sul turismo del benessere di cui siamo leader nel mondo».

«Ho presentato una proposta di legge – afferma – per rilanciare il termalismo in Italia, un asset strategico sul quale puntiamo poco. Basti pensare che in questo settore formiamo pochissimi specialisti ogni anno. Eppure nel post Covid dovremo puntare su questi luoghi che coniugano benessere psicofisico a rinascita economica e dei luoghi, con la possibilità di recuperare tantissime strutture abbandonate».

Per Mario Chiappuella (commercialista di Massa Carrara) «la concentrazione di cartelle, notifiche, avvisi, accertamenti, saldo e stralcio che si sta per abbattere sui contribuenti è motivo di grande preoccupazione per l’impatto che avrà sul tessuto economico e sociale dopo il crollo dei fatturati, l’esplosione di insolvenze e la perdita di liquidità delle imprese. Bisogna intervenire sui debiti tributari per lasciare risorse economiche alle aziende che consentano loro di ripartire, attraverso uno spalma-debiti a medio lungo termine con meccanismi premiali».

Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr) ha rimarcato come: «l’esonero contributivo per professionisti e lavoratori autonomi contenuto nel decreto sostegni e promulgato dalla circolare ministeriale uscita pochi giorni fa, ci fa comprendere due cose: che occorrerà una nuova circolare attuativa e che entro il 31 luglio 2021 scadranno tutti i termini per le incombenze fiscali. È lecito chiedersi cosa accade fino a quella data? I contribuenti devono pagare? E quanto? Per ora di concreto in termini di dilazione dei pagamenti non c’è ancora nulla. Ma di sicuro bisognerà differire questo termine se vogliamo evitare il default di aziende e partite iva».

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