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Tutti si iscrivono al ‘Gran Premio delle riaperture’, ma FdI chiede da mesi di riaprire. Giovedì chi voterà la mozione?

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Proprio ieri abbiamo scritto che intorno al coprifuoco e alle riaperture è partito una sorta di conto alla rovescia per ritornare alla normalità. La verità, ora dopo ora, sembra però essere un’altra. Altro che conto alla rovescia è in atto una vera e propria gara a chi arriva primo in quello che sta assumendo i connotati di un vero e proprio Gran Premio delle riaperture. Come se fosse una gara di Formula Uno tutti cercano di sfrecciare più veloci dell’altro nel tentativo di arrivare primi al traguardo delle riaperture.

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Insomma, ormai sempre di più sembrano essersi convertiti a un nuovo verbo: riaprire. Se fino a poco tempo fa quasi tutti avevano il freno a mano tirato, e quindi altro che Gran Premio, adesso appaiono proiettati a tutta velocità nell’intestarsi le riaperture. Sarà forse l’arrivo della bella stagione (lo scorso week end è sembrato di assistere a un anticipo di estate), il senso generale di stanchezza e di insofferenza, ma da sinistra a destra sembrano essere tutti conquistati da questo nuovo verbo. E nessuno vuole arrivare secondo.

In questo cambio c’entra molto anche la constatazione che ormai lo spostamento del coprifuoco sembra essere cosa fatta. Almeno fino alle 23, ma c’è qualcuno che nei corridoi del Parlamento sussurra che si potrebbe arrivare fino alle 24. E tutto questo per consentire la ripresa delle attività di ristorazione, completamente ammazzate da questi lunghissimi mesi di divieti e chiusure. Ecco che allora già si guarda in avanti e si allunga lo sguardo al prossimo step. Non tanto alla riapertura delle attività all’aperto, che in un qualche modo sono ritornare a vivere, ma piuttosto a quelle al chiuso costrette ancora alla serrata. E naturalmente nessuno vuole rimanere spiazzato e corre verso il nuovo obiettivo.

Una corsa che però un arbitro ce l’ha, ed è anche di eccezione come il premier Mario Draghi il quale ha deciso di tirarsi fuori cercando piuttosto di spargere cautela continuando a ripetere che tutto dipenderà dall’andamento dei dati. Saranno soltanto questi a decidere, ribadisce continuamente, ed a stabilire le eventuali riaperture. Ciononostante, gli sguardi di tutti sono rivolti a domani, ma probabilmente si dovrà attendere fino a venerdì, quando si riunirà la cabina di regia che dovrà sancire le nuove regole e, forse, le prime aperture.

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E capita così che ieri Luigi Di Maio parli di «alleggerire misure per attrarre turisti dall’estero»; oppure che Matteo Salvini, nella sua quotidiana battaglia contro il coprifuoco e per le riaperture, anche ieri ripeta: «Avanti con le riaperture, lo dicono i dati. Conto che entro la fine di questa settimana il governo prenda atto non delle richieste della Lega ma di quanto dicono i dati medici e scientifici».

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Ma nel mentre tutti guardano alla cabina di regia c’è chi già si è portato avanti ed ha dato appuntamento a giovedì in Parlamento, precisamente al Senato, per vedere se alle chiacchiere ed alle buone intenzioni di questi giorni faranno seguito i fatti. Si tratta della mozione di Fratelli d’Italia che giovedì sarà messa in votazione a Palazzo Madama e che è incentrata su quattro punti: abolizione del coprifuoco, eliminazione dell’obbligo di mascherine all’aperto nel rispetto del distanziamento interpersonale di un metro, abolizione dei limiti alle visite in casa, e riaperture al chiuso per tutte le attività commerciali e culturali (leggasi musei, cinema e teatri).

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Una sorta di prova del nove per chi ha deciso di iscriversi al Gran Premio. Che faranno, voteranno la mozione di FdI? Oppure, sceglieranno di ripetere la votazione della scorsa settimana, quando sull’emendamento per posticipare il coprifuoco alle 24 Lega e Forza Italia si astennero mentre il resto della maggioranza di governo votò contro? E dire che sarebbe bastato che i voti dei leghisti e degli azzurri si fossero uniti a quelli dei senatori meloniani per far posticipare di due ore il coprifuoco.

Possibile che questo esito si ripeta, con i leghisti che masticheranno nuovamente amaro tenendo a stento a freno tra i denti la loro indignazione per l’ennesima azione ostile di FdI, anche se le cose non stanno proprio così. Oltre a fare il suo mestiere di opposizione Fratelli d’Italia è da mesi che ripete che il sistema dei divieti va superato per consentire riaperture intelligenti. Anzi Giorgia Meloni circa un mesetto fa parlò di un «cambio di paradigma» nel senso che non bisognava più parlare di chiusure e divieti.

Piuttosto lo Stato avrebbe dovuto varare un protocollo unico di sicurezza per le riaperture al quale le attività avrebbero dovuto attenersi. E questo alla luce di un principio e cioè che non competeva allo Stato continuare a limitare le libertà personali, ormai un vero e proprio abuso o sarebbe meglio dire eccesso di potere.

Insomma, la mozione di giovedì è la logica conseguenza di quanto da tempo va ripetendo il partito della Meloni. Coerenza che in fin dei conti è la parolina magica che ha consentito a FdI di fare breccia tra gli italiani ed arrivare a toccare vette impensabili, quel 19 per cento che oggi i sondaggi assegnano alla creatura politica di Giorgia Meloni. Per ora FdI il suo Gran Premio lo ha già vinto, adesso tocca di vedere cosa accadrà agli altri.

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