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Un sms per fare la pace? Mercoledì incontro nel centrodestra sulle Amministrative, ma le tensioni restano

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Quando una telefonata allunga la vita, ma se si trattasse di un sms? Allora è possibile che anziché salvare la vita potrebbe servire almeno a fare pace. È quello che si augurano gli esponenti del centrodestra dove da settimane si assiste a un crescendo di tensioni tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini e che adesso sembra essere ad un passo da una svolta. In positivo, s’intende.

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Complice di questo possibile ritorno al sereno, appunto, un sms inviato dalla leader di Fratelli d’Italia al leader leghista nella notte di ieri, dopo che Salvini dal salotto di Porta a Porta aveva per l’ennesima volta accusato Giorgia Meloni di dire sempre no e di porre veti. Da qui la decisione dell’ex ministro della Gioventù di fare chiarezza, inviando un sms nel quale oltre ad escludere qualsiasi veto ha chiesto ufficialmente un incontro allo stesso Salvini.

Richiesta alla quale quest’ultimo ha risposto convocando per mercoledì un primo tavolo sulle Amministrative con i dirigenti che si occupano di Enti locali. Non proprio quel vertice richiesto dalla Meloni, ma comunque un piccolo passo in avanti oltre quel gelo e quel clima di reciproche diffidenze che nelle ultime settimane si è andato accumulando.

Si torna così a parlare di alleanze, programmi e strategie ad un paio di mesi dall’importante appuntamento delle elezioni locali, che vedranno alcuni significativi comuni andare al voto. Napoli, Milano, Torino e soprattutto Roma rappresentano le città principali che rinnoveranno le loro rappresentanze comunali con tanto di sindaco. Un piatto ricchissimo che potrebbe avere importanti conseguenze anche sul futuro dello stesso governo.

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Non è un mistero, infatti, che se il centrodestra uscisse vincitore sarebbe alquanto difficile che lo scenario politico attuale non subisca contraccolpi. Lo sa molto bene il segretario del Pd, Enrico Letta, il quale non a caso sta cercando di forzare molto la mano sui temi identitari di sinistra proprio per risvegliare il loro bacino elettorale. Insomma, è evidente a tutti che la partita delle Amministrative riveste un’importanza fondamentale, una sorta di vero e proprio anticipo delle politiche che, se si andasse a scadenza naturale del Parlamento, si terrebbero poco meno di un anno e mezzo dopo.

Per questo è necessario arrivare a questo appuntamento con le idee chiare, quelle che finora nel centrodestra nessuno ha avuto. Sul campo i nomi che si sono susseguiti in questi mesi sono vari anche se più passano i giorni e più si assiste ad una inevitabile scrematura. Per Milano e Roma proprio ultimamente sono stati registrati due rifiuti, quello di Gabriele Albertini e di Guido Bertolaso, entrambi però dati dai sondaggi per candidati vincenti rispettivamente a Milano e Roma.

Tuttavia, la sensazione è che il rifiuto più che definitivo sia strategico in attesa che si faccia chiarezza nell’alleanza, anche perché dietro di loro non è che ci sia la fila di ipotesi vincenti. Mercoledì, quindi, servirà per stabilire un primo approccio e soprattutto per sgombrare il campo dai numerosi equivoci che in queste settimane si sono andati accumulando.

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È naturale che una soluzione sarà demandata al tavolo nazionale, ma il tornare a parlarsi è senza dubbio buon segno. Nel frattempo sarà necessario lavorare anche a sminare il comune terreno da alcune questioni che hanno contribuito a intorbidire i rapporti. Primo di tutti la presidenza del Copasir. Con l’ingresso in maggioranza la presidenza del leghista Volpi è diventata illegittima alla luce proprio della normativa vigente che impone che sia un rappresentante dell’opposizione a guidare il Comitato.

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Presidenza che per l’appunto rivendica Fratelli d’Italia. Ma finora dalla Lega nessuna disponibilità di voler aderire alla richiesta. Anzi Salvini ha tirato dritto facendo finta orecchie da mercante ai ripetuti appelli di esponenti politici e soprattutto del mondo accademico e giurisdizionale che ha denunciato il vulnus democratico di una presidenza del Copasir in mano a un partito di governo.

È evidente che questo sarà uno dei temi che Fratelli d’Italia porrà al tavolo con Matteo Salvini, il che spiega anche perché finora questo non sia stato convocato e che anche quello di mercoledì non sia nazionale ma soltanto composto dai responsabili locali, proprio per evitare di affrontare la questione Copasir. Ma sembra chiaro che difficilmente il leader leghista potrà fare finta di niente.

Insomma, mercoledì è soltanto un primissimo approccio in attesa del vero incontro. Fino ad allora l’auspicio è che la tensione si abbassi anche se non sarà semplice. Fratelli d’Italia continua per la sua strada di opposizione al governo e giovedì, ad esempio, porterà in Aula al Senato una mozione per chiedere l’abolizione del coprifuoco, le riaperture dei locali in sicurezza e la fine del divieto di portare le mascherine all’aperto laddove ci sia il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Evidente l’imbarazzo della Lega che, come le altre volte, sarà costretta ad astenersi per non far andare il governo sotto, scoprendosi però alle critiche dei Fratelli d’Italia.

E tutto questo proprio il giorno prima della riunione della cabina di regia in cui Salvini dovrebbe chiedere la revisione delle misure sul coprifuoco. Insomma, non un esempio di coerenza che sondaggi alla mano non sta pagando, come peraltro confermano anche i commenti social. Ecco, che sperare in una riduzione della tensione tra le parti è quanto meno azzardato. Resta però il fatto che mercoledì il centrodestra tornerà a vedersi riunito attorno a un tavolo, e questo non accadeva dagli inizi di febbraio. Un segnale positivo, l’unico ma pur sempre positivo.

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