Amministrative di Caserta, tra partiti vuoti ed eserciti di candidati. Serve la politica al servizio del cittadino

Rammentiamo la tempistica rispetto al rinnovo del Consiglio comunale di Caserta, elezioni slittate in autunno causa pandemia da Covid 19. Proviamo a riflettere sui benefici e negatività causati dal posticipo e i relativi beneficiari. Positività o negatività dipendono a secondo dell’angolazione da cui si osserva il caso. Sicuramente ad avvantaggiarsene è l’uscente sindaco PD Carlo Marino, la cui prolungata attività politico-amministrativa macina costante logorio rispetto gli avversari.

È sufficiente analizzare i provvedimenti, spendaccioni e clientelari, posti in essere (Delibere di Giunta o Determine Dirigenziali) per ingraziarsi amici e committenti. Beneficiati dal posticipo sono anche partiti nazionali e movimenti locali. I primi, oramai contenitori vuoti, sono in frenetica attività per raccattare candidati ai lati delle strade. I secondi, impegnati a tessere alleanze o false opposizioni, all’uscente sindaco Marino, per aggiustare i compensi all’ipotesi di sostegno.

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Sicuramente chi non trae benefici è la città.

Al momento si conoscono i nomi di 7 (sette) candidati alla carica di primo cittadino, per difetto saranno sostenuti da 25 liste con un totale di 800 candidati. Un vero esercito di pretendenti alla poltrona di Consigliere Comunale.

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Fra i 7 pretendenti alla carica di sindaco non figura ancora il nome o i nomi in rappresentanza del “centrodestra”, da intendersi la somma dei contenitori Lega + Fratelli d’Italia + Forza Italia. Li definiamo contenitori vuoti perché cronicamente assenti dalla scena politica locale, privi di iniziative formative, propositive, di verifica e controllo, concrete e credibili. Centrodestra, espressione di immaginari nazionali e di padroni di voti locali.

Centrodestra impegnato, nelle sue componenti, a scrutarsi vicendevolmente come i pugilatori sul ring, intenti a comprendere e organizzare strategie da avversari e non d’alleati. Falsi alleati attenti a svolgere una partita di Risiko e non impegnati sul fronte comune in difesa degli interessi della città. Queste sono le impressioni captate in città, poco o niente serve organizzare flash mob e foto postate sui social, la città abbisogna di concretezza di uomini credibili, programmi d’alleanza vincenti e realizzabili.

Stando i fatti, ammettendo un’azione di recupero d’alleanze nel centrodestra, la partita si giocherà tra l’uscente Carlo Marino e il candidato del centrodestra sostenuto dal “civismo d’area”. Al momento non è dato immaginare ipotesi di alleanze. Il centrodestra ufficiale, quello dei contenitori-partito vuoti, è ancora intento a conteggiare chi e quanti ambirebbero mantenere o ottenere il lasciapassare per Montecitorio o per Palazzo Madama.

Questo è un gioco sulla pelle dei casertani. Altro che saggia e capace politica programmatico-amministrativa a medio e lungo termine. Poco maledetto e subito, sembra essere il motto di certi politici nostrani.

Al non edificante scenario va aggiunto il vuoto programmatico del civismo “incazzato”, dell’impegnato selettivo, discriminatorio e blasonato della nuova borghesia radical-chic. Insomma, non c’è da stare allegri all’ombra della Reggia dei Borbone Due Sicilie.

Le nostre analisi non sono partigiane né selettive. A muso duro, non sapremmo fare meglio, vorremmo cavare qualche ragno dal buco, scoprire qualche pozza nauseabonda, innescare sereni dibattiti alla luce del sole e diretti alla costruzione del pensiero della “bella gente di Caserta”.

Ci illudiamo di servire, nel senso d’essere utili, puntiamo a scrostare qualche residuale mefitico ristagno di malapolitica. Auspichiamo la creazione di politica al servizio della collettività. Muoviamo appello alla città perché si attivi all’ascolto, agli interventi diretti e non delegati, affinché ognuno diventi artefice del proprio destino.

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