La Campania rompe con la conferenza Stato Regioni. De Luca: «Basta prese in giro. Dopo 80enni vaccinazioni per comparti economici»

Il presidente della Regione Campania rompe con la conferenza Stato-Regioni e annuncia: «non parteciperemo più alle riunioni della conferenza perché non intendiamo più essere presi in giro». Alla base della rottura il numero di dosi dei vaccini anti Covid che da settimane denuncia il governatore De Luca. «Una vergogna che la regione con la più alta densità abitativa di’Italia abbia meno vaccini di altre regioni».

Ma non solo, secondo il presidente della Regione Campania, è uno scandalo «il letargo di Aifa» sull’approvazione del vaccino Sputnik. «Quando ho fatto il contratto per acquistare i vaccini Sputnik ho dovuto ascoltare tutta una serie di bestialità anche da parte di colleghi presidenti di regione, adesso tutti quanti rilevano che non abbiamo i vaccini. Che stiamo aspettando per fare la verifica? Adesso leggiamo sui giornali che la Baviera fa il contratto per Sputnik, la Germania, lo Stato, apre la trattativa per acquistare 20 milioni di dosi. L’Italia dorme in piedi».

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Ma tra il governatore e il governo italiano si consuma sempre di più lo strappo sulla strategia dell’emergenza Covid-19. Nelle scorse settimane il governo ha annunciato l’intenzione di procedere alla somministrazione del vaccino per fasce d’età. «Ho comunicato al generale Figliuolo – afferma – che una volta completati gli ultraottantenni noi non intendiamo procedere per fasce di età esclusivamente. Cioè dedicheremo la struttura pubblica a curare i fragili e le persone anziane ma lavoreremo su due piani. Lavoreremo anche sui settori economici perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta».

Priorità quindi anche al comparto turistico, «non possiamo vaccinare ad agosto – spiega –  perché se no abbiamo perduto un altro anno turistico noi. Perché abbiamo bisogno di tutelare la salute ma di dare anche il pane alla gente. Dobbiamo ragionare sapendo che un’altra fase rispetto a un anno fa che è difficile reggere un altro anno di paralisi. Io capisco anche la rabbia degli operatori anche perché come ho detto altre volte spesso in Italia lo Stato non esiste quando diciamo zona rossa».

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Zona rossa che potrebbe presto finire per la regione. «Questo fine settimana, venerdì, si riunirà il Comitato tecnico scientifico, faranno la valutazione e credo che al 90% usciremo dalla zona rossa» ha anticipato De Luca che in vista dell’estate il governatore prevede la riapertura delle attività economiche con un orario di chiusura «accettabile» e coprifuoco dalla mezzanotte.

«Dovremo ragionare nel merito delle attività economiche – ha spiegato De Luca – io escludo solo la movida, perché questo ci rovina. Il problema non è il ristoratore che apre la sera, al ristorante si possono fare le limitazioni con il numero programmato di clienti. Il problema sono le migliaia di ragazzi che si assembrano senza controllo nei fine settimana e di notte. Se abbiamo venerdì, sabato e domenica sera 2mila persone senza mascherina è chiaro che noi dopo 10 giorni avremo un’esplosione di contagio».

De Luca ha ribadito che «dobbiamo pretendere che siano le forze dell’ordine a fare questo controllo, garantire che ci sia il rispetto delle norme è un dovere dello Stato italiano. L’obiettivo dovrebbe essere a mezzanotte tutti a casa, nessuno in mezzo alle strade. Se riusciamo ad avere un impegno straordinario delle forze dell’ordine, noi garantiamo l’80% dell’attività della ristorazione, purché a mezzanotte si chiuda tutto. Se è così, la cosa è gestibile perché contemporaneamente va avanti la campagna di vaccinazione e lo scudo protettivo per la popolazione cresce. Per questa settimana invece bisogna ancora stringere i denti». (LEGGI ANCHE: Vaccini, è scontro tra De Luca e Figliuolo. Il generale: «Avanti per età». Ma il governatore non ci sta)

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