Quarto trimestre 2020, la pressione fiscale sale al 52%. Cala il reddito delle famiglie

Un grido d’allarme si alza dalle associazioni di consumatori alla lettura dei dati dell’Istituto di Statica Nazionale sull’andamento dei redditi delle famiglie italiane. Secondo le statistiche nel quarto trimestre del 2020 l’erario ha prelevato dalle tasche dei consumatori italiani 520€ ogni 1000€ di reddito disponibile.

Per il Codacons questi numeri mostrano un «quadro disastroso e dimostrano che le misure di sostegno esse in capo dal Governo si sono rilevate del tutto insufficienti».

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In effetti, nonostante le uscite totali delle Amministrazioni Pubbliche nel quarto trimestre siano aumentate del 9,8%, e le entrate totali siano diminuite, nel corrispondente periodo, del -2,9%, a beneficiarne non sono state le famiglie consumatrici, il cui reddito disponibile lordo è diminuito del -1,8%. Nello stesso periodo cala anche il tasso d’investimento delle famiglie che si ferma al 5,7% del reddito.

Nel 2020 le stime dell’Istat registrano che la pressione fiscale, su base annua, è salita al 43,1% rispetto al 42,4% del 2019. Tale incremento ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie che nel IV trimestre dell’anno scorso si è ridotto del -2,1%, mentre nello stesso periodo è aumentata la capacità risparmio, strettamente dipendente dal calo dei consumi.

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Per l’Unione nazionale dei Consumatori «questi dati dimostrano che se si va avanti con li lock down anche nel secondo trimestre di quest’anno, il rimbalzo atteso nel 2021 diventerà miraggio. Altro che PIL tendenziale al 4,1%! Insomma, o le vaccinazioni ci consentiranno di riaprire tutto almeno a maggio, facendo decollare i consumi, oppure l’Italia è nei guai».

Anche dal Centro Studi di Confindustria arriva il monito che «è cruciale che la campagna vaccinale proceda in maniera rapida ed efficiente, come garantito dal Governo; se per qualche ragione ciò non dovesse accadere il rischio è che l’attesa ripresa tardi ancora ad avviarsi».

La preoccupazione che gli effetti dell’onda pandemica non abbia ancora esaurito la sua portata distruttiva è sottolineata anche dall’Associazione Federconsumatori. «É evidente – secondo l’Associazione – come le conseguenze della pandemia, nel 2021, sono destinate a peggiorare la situazione fotografata dall’Istat a fine 2020.

Basti guardare ai dati sui consumi, calati a gennaio del -6,8%, rispetto all’anno precedente e del -3% rispetto a dicembre. Questo rende sempre più urgenti e necessari interventi di sostegno alle famiglie, in base alla loro situazione reddituale, nonché aiuti alle attività economiche, specialmente quelle che risentono maggiormente delle prolungate restrizioni».

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