Fondi Ue, Manfredi: «Recovery Fund per rilanciare Ricerca e Università»

«Il nostro obiettivo è di rilanciare ricerca e università attraverso il Recovery Fund promuovendo un piano di investimenti e riforme che favorisca l’ingresso di giovani, potenziando le collaborazioni tra le istituzioni di ricerca e le imprese, creando luoghi di contaminazione tra ricerca, formazione, cultura, mondo produttivo e società, rafforzando il diritto allo studio, aumentando l’attrazione internazionale della nostra ricerca».

Lo ha detto Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca a margine dell’incontro “La ricerca va in porto: arte, scienza ed economia del mare per la città e il territorio” promosso da Iriss-Cnr, International Propeller Clubs Nazionale e Comune di Napoli durante la “Naples Shipping Week”.

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«Un maggiore protagonismo della ricerca – continua Manfredi – è la direzione verso la quale dobbiamo andare. Nei momenti di difficoltà ci si affida a chi ha le competenze e in questo senso la conoscenza acquista un ruolo centrale, con ricadute anche nelle scelte politiche. Il porto non deve essere visto solo come un luogo legato al trasporto, ma allargando le visioni il porto rappresenta il luogo ideale di incontro tra università, ricerca e impresa per diventare il luogo di creazione di idee, un vero incubatore».

«Il Covid ha avuto un duro impatto sui trasporti e il comparto deve essere sostenuto dal governo, lo abbiamo già fatto e cercheremo di farlo ulteriormente. Verrà chiesta la proroga dello stato di emergenza – ha aggiunto Manfredi -, dobbiamo gestire ancora una situazione molto complessa e gli strumenti sono indispensabili per poter prendere i provvedimenti che tutelino la salute dei cittadini!.

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Massimo Clemente

Secondo Massimo Clemente, direttore dell’Iriss-Cnr e direttore scientifico di ‘Rete’ «l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche è impegnato sul tema del Covid per analizzare l’impatto che ha avuto sulla società e sulle infrastrutture. In un quadro più ampio di ricerca sul porto di Napoli, come volano di sviluppo del territorio, abbiamo individuato Arte e Scienza come elementi fondamentali di sviluppo e riqualificazione».

«La pandemia ci ha insegnato quanto sia importante investire in ricerca anche nei progetti di sviluppo del porto. Si è creata una sinergia molto forte con le università campane, l’Autorità portuale, la Città Metropolitana e la Regione Campania – ha rimarcato Clemente – che ci spingono a lavorare ancora di più per la realizzazione di un vero e proprio Polo di attrazione».

«Il porto deve vivere di strategie pensate assieme alla città e credo che serva una visione nazionale della logistica per questo sono molto felice della presenza quest’oggi del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Il progetto è maturato nel clima più aperto e inclusivo possibile, il porto va visto sia come un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo economico, ma anche come infrastruttura culturale e creativa. Lo sviluppo viene da politiche di condivisione e il mare deve essere al centro del rilancio di Napoli» ha concluso il direttore dell’Iriss-Cnr.

In apertura dei lavori il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha parlato della sinergia mesa in atto tra gli stakeholder del Porto di Napoli: «Tutto ciò che abbiamo fatto e le proposte presentate nascono da un confronto costante, reale, franco e corretto tra le istituzioni cittadine e tutti gli attori coinvolti».

Rilancio che sarà possibile attraverso l’innovazione e la digitalizzazione della logistica che è stata la salvezza durante i mesi del lockdown e sarà il motore per la ripresa secondo tutti gli stakeholder protagonisti della sessione Pandemic Shipping: impatti, resilienza e ripartenza.  Nel pomeriggio l’attenzione si spostata sulla ripartenza del settore Cruise che durante il lockdown ha registrato un calo passeggeri del 95%. Il corto raggio, fatta eccezione per il mese di agosto, continua a registrare un meno 60%.

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