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Campania. De Luca ripone il lanciafiamme ma si scaglia contro forze dell’ordine e ministero dell’Interno

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De Luca torna a più miti consigli. Venerdì scorso aveva minacciato di ripristinare il lockdown in Campania, ma forse le proteste, arrivate da molti fronti, lo hanno convinto a mitigare le parole. Nella classica diretta, questa volta, non parla di chiusure o di lanciafiamme. Rivendica i suoi presunti successi, spiega di aver fatto i test seriologici all’82% dei dipendenti scolastici (docenti e non docenti). E spiega che la ragione principale dell’aumento dei contagi, secondo il suo punto di vista, è la mancanza di responsabilità dei cittadini e dell’assenza di controlli.

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«La Campania è la regione più fragile, più esposta per una ragione oggettiva, come abbiamo detto ripetute volte, siamo la regione che ha la densità abitativa più alta d’Italia». Non solo, per De Luca la regione ha numeri più alti perché è uscita prima dall’emergenza. Altre regioni «sono uscite in ritardo dall’emergenza grave e avranno un ritardo nella ripresa del contagio autunnale quindi c’è uno sfalsamento dei tempi».

«A fine luglio ma soprattutto nel mese di agosto, c’è stata una diffusione enorme di comportamenti irresponsabili, come se fosse dilagata l’idea che ormai non esistesse più il virus. Questi comportamenti devono rientrare in un ambito di responsabilità immediatamente anche perché abbiamo due aggravanti: l’apertura dell’anno scolastico e la stagione autunnale con il periodo di epidemia influenzale».

L’apertura delle scuole però sta portando anche alcune difficoltà, secondo De Luca. «Davanti a tutti gli istituti scolastici abbiamo gli assembramenti di centinaia di ragazzi senza mascherine. Tra due settimane noi cominceremo a registrare le conseguenze di questi comportamenti».

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E spiega di una festa nel centro storico di Napoli, senza controlli e protezione, in cui si sono registrati 30 positivi. Ma la colpa maggiore, secondo il governatore De Luca è del Governo e del ministero dell’Interno. «Questo incremento di numeri è rappresentato dalla totale assenza di controllo». «Scandalosa l’assenza totale delle forze dell’ordine, nell’attività di controllo sul territorio in relazione ad ordinanze emesse dal governo centrale e dal governo regionale». Per De Luca è uno «scandalo nazionale».

La Fase 2 inaugurata a maggio/giugno secondo il governatore «presuppone come elemento decisivo un controllo rigoroso sui comportamenti irresponsabili. Altrimenti diventa suicida». E incalza: «non è possibile immaginare di convivere con il Covid-19 per altri 10 mesi avendo le forze dell’ordine che sono scomparse dall’Italia». «Allora intendiamoci io non immagino cose straordinarie ma almeno il controllo sugli autobus e sui treni, cominciare a creare il clima anche di consapevolezza, di responsabilità

Il controllo, afferma, «è un dovere a cui stanno venendo meno le forze dell’ordine e il Ministero dell’Interno. Impossibile immaginare che il Ministero dell’Interno sia totalmente estraneo alla battaglia di contrasto al covid-19. Spero che vadano di pattuglia davanti alle scuole, almeno a farsi vedere, per creare un minimo di attenzione nei ragazzi».

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E se la prende anche con Arcuri, il governatore spiega che nei mesi virulenti dell’epidemia nel nord Italia era giusto che le forniture sanitarie arrivassero in maggioranza nelle regioni più colpite. Ma ora chiede «che questa perequazione nelle forniture inviate dalla Protezione Civile nelle varie regioni» venga corretta rapidamente. «Abbiamo già inviato ad Arcuri la nota delle richieste che fa la regione Campania». «Passata la fase di febbraio, marzo, aprile maggio, oggi è assolutamente indispensabile riequilibrare le forniture da Roma».

«L’obiettivo che dobbiamo darci in Campania, come in Italia, è quello di trovare il punto di equilibrio fra nuovi contagi e malati che diventano negativi». Secondo il governatore De Luca per ogni cento malati che entrano negli ospedali ci devono essere circa cento persone che guariscono. Un equilibrio che renda sostenibile la situazione. E annuncia che la Regione Campania è a lavoro per preparare altri posti letto negli ospedali. «Stiamo lavorando per essere preparati anche nel caso che l’epidemia di ritorno dovesse assumere proporzioni pesanti, per fronteggiare centinaia di terapie intensive in più».

E assicura «noi cercheremo di prendere decisioni graduali calibrandole rispetto alla situazione epidemiologica» afferma senza il lanciafiamme dei giorni scorsi. «Cercheremo di fare quello che è indispensabile, neanche una virgola di più, ma neanche una virgola di meno rispetto a quello che è doveroso fare per tutelare la sicurezza delle nostre famiglie». Per fare questo la Regione ha programmato incontri con le parti sociali. «Con gli albergatori e i ristoratori cercheremo di capire come mantenere in piedi le attività in condizioni di sicurezza, ma senza presa in giro» conclude il governatore De Luca.

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