Bonus facciate, crediti fiscali per lavori mai eseguiti: maxi sequestro da 76,9 milioni

Operazione in 13 province contro crediti fittizi

Crediti d’imposta per lavori mai eseguiti e accessi abusivi ai cassetti fiscali: è questo il perno dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Venezia che ha portato all’emissione di un sequestro preventivo d’urgenza per equivalente. Il provvedimento, convalidato dal gip, è stato eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri del Comando Provinciale lagunare e riguarda crediti presenti nei cassetti fiscali e somme ritenute indebitamente percepite per un valore complessivo di 76,9 milioni di euro.

L’indagine ruota attorno a una vasta frode finalizzata all’indebito conseguimento di crediti d’imposta connessi al bonus facciate per interventi edilizi di ristrutturazione mai realizzati, per importi di diversi milioni.

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Il sistema ideato per creare e cedere i crediti

Le attività investigative del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Venezia hanno fatto emergere l’esistenza di un gruppo organizzato, al cui vertice sarebbe stato individuato un ragioniere di Padova, con studio nel trevigiano, ritenuto l’ideatore del meccanismo illecito.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, attraverso l’accesso abusivo ai cassetti fiscali di contribuenti ignari e mediante società costituite ad hoc e intestate a prestanomi, venivano creati artificiosamente i presupposti per l’emissione dei crediti fiscali. I crediti così generati sarebbero stati poi ceduti con l’obiettivo di monetizzarli.

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Sono 19 gli indagati, in concorso tra loro e a vario titolo, per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ricettazione e riciclaggio. Il sequestro ha interessato 23 società, distribuite sull’intero territorio nazionale, e 33 persone fisiche che, nel complesso, anche inconsapevolmente, avrebbero beneficiato del sistema illecito.

Beni e somme sotto vincolo in tredici province

Le operazioni hanno riguardato residenze, sedi legali e operative riconducibili agli indagati nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo, Udine, Milano, Pavia, Mantova, Roma, Napoli, Caserta e Catania. L’attività esecutiva ha consentito finora di sottoporre a vincolo 24 immobili, disponibilità su conti correnti per circa 3,6 milioni di euro e crediti d’imposta ancora presenti nei cassetti fiscali e non utilizzati per 34,5 milioni di euro. Nel corso dell’intera indagine sono stati inoltre eseguiti sequestri per complessivi 5,8 milioni di euro relativi a somme giacenti sui conti correnti.

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