Nocera Superiore, un nuovo spazio che parla ai bambini (e agli adulti)

Un’area giochi che non nasce come semplice arredo urbano

C’è un momento preciso in cui una città smette di parlare solo di sé stessa e comincia a raccontare il proprio futuro. A Nocera Superiore quel momento coincide con l’apertura di un nuovo luogo pensato per i più piccoli, ma capace di coinvolgere l’intera comunità. Domani, sabato 24 gennaio 2026, alle 11.30, in Piazzetta Maria Consiglia Addatis, nel quartiere Portaromana, verrà inaugurato il Parco Rotary Playground: un’area giochi che non nasce come semplice arredo urbano, bensì come spazio di relazione, incontro e inclusione. Un posto dove il gioco non è evasione, ma linguaggio comune.

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Il playground prende forma grazie alla donazione del Rotary Club Nocera Inferiore Apudmonten, in collaborazione con il Comune, e si inserisce in una rete più ampia di contributi che hanno coinvolto club Rotary e Rotaract del territorio e non solo, fino ai distretti 2101 e alla Fondazione Rotary Italia. Un lavoro corale, costruito nel tempo, che trova ora una casa concreta. Non è casuale che questo spazio sia dedicato alla memoria del dottor Basilio Angrisani (1948–2024). La scelta di legare un luogo per bambini al ricordo di una figura adulta restituisce un’idea chiara: la città cresce quando tiene insieme le generazioni, quando il ricordo diventa gesto quotidiano e non celebrazione distante. Il nuovo parco nasce con un’attenzione particolare all’accessibilità e alla sicurezza.

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Un punto di riferimento stabile

Ma ridurlo a un insieme di strutture inclusive sarebbe limitante. Qui l’obiettivo è più sottile: offrire un punto di riferimento stabile, un luogo dove le famiglie possano fermarsi, riconoscersi, abitare il tempo senza fretta. In un’epoca in cui gli spazi pubblici rischiano spesso di diventare solo luoghi di passaggio, questa area giochi prova a invertire la rotta. L’inaugurazione è aperta a tutta la cittadinanza.

Non come atto formale, ma come invito esplicito a prendersi parte di un bene comune che, per funzionare davvero, ha bisogno di essere vissuto. A dirlo, senza retorica, è anche il sindaco Gennaro D’Acunzi, che ha voluto sottolineare il valore condiviso dell’iniziativa. Non sarà solo una mattinata di festa. Sarà, piuttosto, l’inizio di una consuetudine nuova: quella di una città che investe nei luoghi dell’infanzia per rafforzare il proprio tessuto sociale. Perché spesso è da uno scivolo, da una panchina occupata, da una risata improvvisa, che si misura la qualità di una comunità.

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