Scampia, ruspe in azione: partito l’abbattimento della Vela Rossa

La conclusione delle operazioni è prevista per marzo

Poco dopo le 9.20 il rumore delle ruspe ha segnato l’avvio di una nuova tappa nel lungo percorso di trasformazione di Scampia. Con l’inizio delle operazioni di abbattimento della Vela Rossa si compie un ulteriore passo nel programma di rigenerazione dell’area Nord di Napoli. Sul posto erano presenti il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che hanno seguito da vicino l’avvio dei lavori.

L’intervento riguarda la Vela Rossa, originariamente denominata Vela D, ed è inserito nel progetto ReStart Scampia. La conclusione delle operazioni di demolizione è prevista per marzo del prossimo anno. Il percorso è già avanzato: la Vela Gialla, identificata come Vela C, è stata demolita a partire da marzo 2025 e l’abbattimento risulta completato, mentre nelle aree interessate sono ancora in corso i rinterri.

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Nuovi edifici residenziali e spazi per il quartiere

Alla rimozione delle strutture storiche si affianca la costruzione di un nuovo assetto urbano. Il piano prevede la realizzazione di 433 alloggi autosufficienti dal punto di vista energetico. Nelle aree liberate sorgeranno spazi destinati all’agricoltura urbana, con orti e frutteti sociali, un parco pubblico di quartiere, una fattoria con finalità ludiche e didattiche, un mercato di prossimità, una scuola dell’infanzia capace di accogliere 120 bambini, un asilo nido per circa 50 piccoli utenti e un centro civico con funzioni sociali e culturali.

L’intero progetto di trasformazione è sostenuto da un investimento complessivo di 159 milioni di euro. La maggior parte delle risorse proviene da fondi Pnrr, Pon Metro e dal programma Periferie, che finanziano le diverse fasi degli interventi infrastrutturali e sociali previsti.

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La Vela Celeste e la scelta della riqualificazione

Diversamente dalle altre strutture, la Vela Celeste non sarà demolita. L’edificio è quello interessato dal crollo di un ballatoio avvenuto il 22 luglio 2024, tragedia che causò tre morti e undici feriti, tra cui sette bambini. Anche per non dimenticare quel crollo, è stata scelta la strada della riqualificazione, con la destinazione dell’immobile a nuovi servizi per il quartiere.

L’abbattimento delle Vele rappresenta un passaggio simbolico e concreto in un percorso avviato da tempo. La strategia di rigenerazione di Scampia ha preso forma negli anni Novanta con la demolizione della Vela F, è proseguita negli anni Duemila con le Vele G e H e ha visto l’abbattimento della Vela A nel 2020. Nel frattempo il quartiere ha beneficiato di altri interventi, come l’apertura della stazione della linea 1 della metropolitana e, nel 2022, l’inaugurazione del complesso universitario della Federico II che ospita i corsi delle Professioni sanitarie.

Per quanto riguarda i nuovi alloggi, gli edifici A1, A2 e A3 dovrebbero essere completati entro settembre 2026. Più avanzato lo stato di realizzazione dell’edificio A4, la cui conclusione è prevista per il prossimo aprile. Nel cantiere del Lotto L sono in corso interventi di jet grouting, tecnica utilizzata per il consolidamento del terreno. La progettazione definitiva del centro civico, dell’asilo nido e dell’edificio B1 è attualmente in fase di verifica.

Manfredi: «Una giornata storica»

«È una giornata storica per Scampia. Il progetto di riqualificazione di questo pezzo di città va avanti molto velocemente e intorno si vedono già i nuovi edifici che stanno nascendo. Si sta trasformando un luogo che ha rappresentato per anni un simbolo negativo della città e oggi diventa un luogo di speranza e di opportunità per gli abitanti e per tutta Napoli», ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi.

Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di portare avanti in parallelo demolizioni e costruzione delle abitazioni: «È un aspetto anche simbolico: entro la fine del 2026 cercheremo di completare quattro edifici, con circa 125 appartamenti. Nel frattempo partirà la realizzazione di altri edifici, della scuola e dei servizi, per fare in modo che entro il 2028 si completi tutto l’intervento». Manfredi ha infine definito la futura Scampia «un quartiere residenziale», parlando «della potenza della trasformazione urbanistica e della rigenerazione urbana di luoghi che sembravano perduti».

Il Comitato Vele: ora possiamo ricominciare

Soddisfazione è stata espressa anche dal Comitato Vele di Scampia. «È un risultato storico quello raggiunto oggi per Scampia, le Vele che dovevano essere abbattute non ci sono più, ora possiamo ricominciare. Con l’abbattimento della Vela Rossa, preceduta dalle Vele Gialla e Verde, poniamo finalmente le basi per il compimento di un processo popolare e democratico», si legge in una nota. Con lo striscione «Ha vinto la lotta», il Comitato ha celebrato la demolizione dell’ultima Vela destinata all’abbattimento, cui seguirà la riqualificazione della Vela Celeste.

«C’è ancora molto da fare – ha dichiarato Omero Benfenati, storico portavoce del Comitato Vele – stiamo ancora aspettando la conclusione della costruzione di tutti i nuovi alloggi e il conseguente ritorno a Scampia dei suoi abitanti, che con coraggio hanno lottato per la casa e per il lavoro contro lo stigma di una società sbagliata».

Benfenati e il Comitato hanno poi concluso: «Adesso è il momento di consolidare i risultati di questo straordinario processo popolare: a Scampia ha vinto la lotta, i mostri di cemento sono stati abbattuti, le nuove case sono in costruzione. Diritti, lavoro, welfare e sanità saranno da oggi in poi, come è sempre stato, le stelle polari che seguiremo per la definitiva rinascita di un quartiere dalla straordinaria storia di resistenza».

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