Juve Stabia, interdittive antimafia per le imprese che gestivano i servizi

Il provvedimento dopo l’amministrazione giudiziaria

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha adottato 11 provvedimenti interdittivi antimafia a carico di altrettante società operanti nell’indotto economico della squadra calcistica Juve Stabia Srl di Castellammare di Stabia.

I provvedimenti prefettizi sono stati emessi a seguito dell’adozione del decreto della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti della società sportiva da parte del Tribunale di Napoli – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione – su proposta congiunta del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e del Questore.

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Le imprese interdette gestivano una serie di servizi per conto della società sportiva quali le attività di portierato, di sicurezza, di stewarding, di ticketing, di catering, di pulizia, nonché i connessi servizi sanitari e di trasporto della prima squadra, che si sono rivelati permeabili e «a rischio» di infiltrazioni criminali, interessando l’intera struttura gestionale e la filiera dei servizi connessi della Juve Stabia.

L’ex presidente: «Mai indagato»

«Il sig. Francesco Giglio, già presidente della S.S. Juve Stabia S.r.l., precisa di non essere mai stato indagato né tantomeno condannato per fatti di contiguità o collaborazione con il clan D’Alessandro. Ogni riferimento a presunte relazioni con ambienti camorristici è del tutto privo di riscontro e gravemente diffamatorio». È quanto viene sottolineato, in una nota, in riferimento al decreto con il quale la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli ha disposto l’amministrazione controllata della società calcistica Juve Stabia per presunte infiltrazioni mafiose.

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