Quindici anni sotto il «pizzo»: imprenditore minacciato, sei arresti nel Napoletano

In manette appartenenti al clan Orefice

Le estorsioni sarebbero iniziate nel 2011. Il titolare di un bar di Frattamaggiore avrebbe dovuto pagare il pizzo in tre rate: Natale, Pasqua e Ferragosto. Ma a luglio non avrebbe voluto pagare l’ultima rata di quest’anno e per questo motivo sarebbe stato anche minacciato. Con l’accusa di di estorsione tentata e consumata aggravate dal metodo mafioso, sei persone sono state arrestate dalla polizia al termine di una rapida indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Napoli.

Gli indagati, secondo quanto emerso, sarebbero appartenenti al clan Orefice attivo nel comune a Nord di Napoli. Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Frattamaggiore hanno ricostruito quando accaduto nel corso degli anni.

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Secondo gli investigatori all’imprenditore sarebbe stato imposto di pagare un “pizzo” di circa di 6000 euro annui, suddiviso in tre rate nelle classiche ricorrenze di Natale, Pasqua e Ferragosto, sceso poi a 1500 euro. L’uomo all’inizio di quest’anno si sarebbe opposto al pagamento e per questo sarebbe stato minacciato con un’arma da fuoco.

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