Operai morti a Napoli: indagine su un tubo spezzato e saldato

Sotto esame anche il serraggio dei perni di ancoraggio

Si sta concentrando su un tubo di diversa sezione, spezzato in un punto in cui è evidente una saldatura, e sul serraggio dei perni di ancoraggio, l’attenzione di pm e consulenti presenti alla rimozione dell’impianto dal quale sono precipitati i tre operai morti a Napoli lo scorso 25 luglio. L’accertamento irripetibile della Procura ha preso il via stamattina.

Secondo quanto si è appreso, inoltre, alcuni perni sarebbero stati svitati addirittura con le mani, senza la necessità di dover utilizzare un attrezzo. Proprio su bulloni e perni era previsto che si dovesse concentrare l’accertamento irripetibile predisposto dalla procura di Napoli con il pm Stella Castaldo e il procuratore aggiunto Antonio Ricci. Per procedere alla rimozione dell’impianto è stata sistemata una imponente gru che ha già portato a terra il montacarichi.

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Presenti, i consulenti degli indagati, e gli avvocati: Mauro Zollo (per l’imprenditore Pietroluongo); Giovanni Fusco (per l’imprenditore Napolitano); Dezio Ferraro (per l’amministratore del condominio) e Mattia Floccher e Giuseppe Anzelmo (per il direttore del lavori). Stamane c’erano anche i legali delle famiglie dei tre operai deceduti, tra cui gli avvocati Amedeo Di Pietro e Luigi Cinque.

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