Premio Oplonti: 70mila euro per un evento che con Torre Annunziata non c’entra

Presentato a Palazzo Santa Lucia un programma che non entusiasma

È stato presentato a Palazzo Santa Lucia tra sorrisi, dichiarazioni solenni e parole come «identità», «rinascita», «territorio». Si chiama «Premio Oplonti – Siamo gocce dello stesso mare», e nelle intenzioni dovrebbe essere l’evento che racconta Torre Annunziata al mondo. Ma a leggere il programma viene un dubbio: Torre è nella locandina, ma poi… dov’è finita?

Sono stati stanziati 70mila euro per sostenere l’iniziativa. Una cifra dignitosa per un progetto culturale serio, ma che pone qualche interrogativo quando oltre la metà – 36.600 euro – viene destinata alla direzione artistica di Marisa Laurito, attrice brillante, indiscutibilmente capace, ma che con Torre Annunziata non ha alcun legame diretto. Il risultato è una manifestazione patinata, curata nei dettagli, ma scollegata dalla realtà che dovrebbe celebrare.

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E il resto del budget? Lo accompagna lo stesso spirito generico: 8.500 euro per «Grafica e Pubblicità», 1.500 euro per la Siae, 10.000 per «Prestazioni artistiche» (ma senza artisti torresi coinvolti), 5.400 euro per «Prestazioni tecniche» e 8.000 euro per allestimenti e servizi vari. Tra queste voci si annidano anche 4.880 euro destinati al servizio di addetto stampa, affidato a una giornalista napoletana. Nulla di illecito, per carità. Ma l’impressione è chiara: si spende con entusiasmo, ma non per Torre.

Il programma

Il programma si apre il 5 agosto con la «Rievocazione del ritrovamento de’ La Madonna della Neve» sulla spiaggia antistante lo Scoglio di Rovigliano. Evento storico, da sempre nel calendario cittadino. Ma per l’occasione lo si «arricchisce» con cantanti e attori in costume da pescatori. Sul palco ci saranno Sonia De Rosa, Massimo Masiello, Vincenzo D’Ambrosio, Francesco Malapena, Antonello Guetta, Davide De Rosa, Vincenzo Astarita e Gennaro Monti. Tutti professionisti di talento, ma ancora una volta nessun torrese. Anche quando si celebra la tradizione, la città resta spettatrice.

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Il 26 settembre agli Scavi di Oplontis si terrà forse l’unico evento nuovo e torrese: «Storie di Donne e Madonne», diretto da Laurito. Un’idea interessante, ambientata in un luogo suggestivo, ma che continua a parlare da fuori. Protagoniste dell’esperienza immersiva saranno Fiorenza Calogero, Cristina Donadio, Teresa del Vecchio, Sabrina Efionayi, Flo, il coro Kore della Sirena, Marisa Laurito stessa, Francesca Marino, Ida Palisi e Antonella Stefanucci. Tutte nomi noti, certo, ma il filo con Torre Annunziata continua a non vedersi.

Il 22 ottobre torna la celebrazione della Madonna della Neve, come ogni anno. È la festa più sentita dalla città, ma nel programma figura come fosse una novità. In realtà si tratta della solita processione con fedeli, autorità e bande musicali. Nessun evento inedito, nessun arricchimento. È semplicemente quello che si è sempre fatto.

Il clou al centro commerciale

Il 23 ottobre, l’evento «clou»: la cerimonia di premiazione del «Premio Oplonti». Dove? Al Cineteatro Nexus, dentro il Maximall Pompei, un centro commerciale. Sì, dentro una struttura privata. La giuria è composta da nomi di prestigio: Corrado Cuccurullo (sindaco di Torre Annunziata), Ileana Del Bello (Amnesty International), Giuseppe Giulietti (Articolo21), Paolo Siani (Fondazione Siani), Nino Daniele (ANPI) e Annella Prisco (scrittrice). Persone di valore, certo, ma quasi nessuna con un legame diretto con la città. L’unico torrese in giuria è il sindaco, che evidentemente da solo deve reggere il senso di appartenenza dell’intera manifestazione. Durante la serata sarà ricordato Giancarlo Siani, a quarant’anni dal suo omicidio. Un momento doveroso.

Il gran finale

Il 24 ottobre si chiude con un misterioso «gran finale», di cui si sa solo una cosa: ci saranno fuochi pirotecnici. Una trovata suggestiva? Non proprio. I fuochi ci sono sempre stati. Anche stavolta, l’unica cosa certa è quella che già conoscevamo. Nessuna informazione su contenuti, ospiti, sorprese. Solo scintille, fumo e la sensazione che il gran finale sia il modo elegante per dire: non sappiamo cosa fare, ma facciamolo con i botti.

Alla fine, resta un interrogativo semplice: perché tutto questo dovrebbe dare lustro a Torre Annunziata? Il «Premio Oplonti» si presenta come un evento ben confezionato, ma profondamente scollegato dalla comunità che dovrebbe rappresentare. A nostro parere nessun artista locale, nessuna idea davvero innovativa, nessun vero coinvolgimento della città. Si poteva fare molto meglio, con meno retorica e più realtà. E magari, ogni tanto, con un po’ di Torre Annunziata in un premio che porta il suo nome.

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