Il Riesame di Napoli accoglie l’appello presentato dai difensori
Dopo quasi un anno e mezzo trascorso tra carcere e arresti domiciliari fuori dalla Campania, Massimo Coppola può tornare a Sorrento. Per l’ex sindaco, arrestato nel maggio 2025 con l’accusa di aver intascato tangenti su appalti pubblici, è arrivata una nuova decisione favorevole dal Tribunale del Riesame di Napoli. I giudici, si apprende da un articolo de «il Mattino», hanno accolto l’appello presentato dai difensori, gli avvocati Giovanbattista Pane e Bruno Larosa, disponendo gli arresti domiciliari nella città della penisola sorrentina.
Coppola era stato arrestato dalla Guardia di finanza di Massa Lubrense nel maggio dello scorso anno, mentre si trovava in un ristorante della zona collinare. L’accusa nei suoi confronti riguarda presunte tangenti percepite nell’ambito dell’affidamento di appalti pubblici. Dopo una prima fase di detenzione in carcere, l’ex primo cittadino aveva ottenuto gli arresti domiciliari, ma con l’obbligo di rimanere fuori dalla Regione Campania.
La decisione del Tribunale del Riesame
Il trasferimento a Sorrento era stato precedentemente negato dal Tribunale di Torre Annunziata, anche alla luce del parere contrario espresso dalla Procura della Repubblica. I difensori hanno quindi impugnato il provvedimento davanti al Tribunale del Riesame di Napoli, ottenendo l’accoglimento dell’appello e la possibilità per Coppola di tornare nella propria città.
Non è la prima volta che i giudici napoletani riformano una decisione del Tribunale di Torre Annunziata riguardante l’ex sindaco. Già a giugno, infatti, il Riesame aveva accolto parzialmente un ricorso presentato dagli stessi difensori contro il sequestro preventivo disposto nei confronti di Coppola, riducendone l’ammontare di oltre la metà. Quella sugli arresti domiciliari rappresenta dunque la seconda pronuncia favorevole alla difesa dopo un provvedimento adottato dai giudici oplontini.



