Il contributo spetta anche alle autonome
Un aiuto economico fino a 720 euro per le mamme che lavorano e hanno almeno due figli. L’INPS ha aperto le domande per il bonus 2026, destinato alle dipendenti e alle autonome che rispettano i requisiti previsti. Il contributo non arriva automaticamente: per riceverlo bisogna presentare un’apposita richiesta.
Il beneficio, previsto dalla legge di Bilancio 2026 approvata a dicembre 2025, passa dai 40 euro mensili riconosciuti per il 2025 a 60 euro per il 2026, fino a un massimo di dodici mensilità. Le interessate devono presentare domanda entro il 31 dicembre 2026, salvo una specifica eccezione per chi matura i requisiti nell’ultimo mese dell’anno. Il pagamento sarà effettuato direttamente dall’Istituto, senza passare attraverso il datore di lavoro.
Bonus mamme 2026, chi può ricevere il contributo
Il bonus è rivolto alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, e alle autonome iscritte alle forme previdenziali obbligatorie, comprese la Gestione Separata INPS e le Casse professionali. Per le madri con due figli è necessario che il più piccolo abbia meno di dieci anni, mentre per quelle con almeno tre figli il limite sale a diciotto anni. Rientrano nel conteggio anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il limite economico è fissato a 40mila euro annui di redditi da lavoro della madre, considerando complessivamente quelli derivanti dalle attività dipendenti e autonome svolte nel 2026, compresi quelli soggetti a regimi fiscali agevolati o sostitutivi. Non si tratta quindi di una soglia ISEE riferita all’intero nucleo familiare.
Le madri con un solo figlio non possono accedere al contributo. Tuttavia, se il secondo figlio nasce entro il 31 dicembre 2026, il bonus può essere riconosciuto a partire dal mese della nascita, purché siano rispettate tutte le altre condizioni previste. Per esempio, una lavoratrice che ha avuto il secondo figlio ad aprile può ricevere il contributo per le mensilità da aprile a dicembre, se possiede i requisiti per l’intero periodo.
Restano escluse le lavoratrici domestiche. Una disciplina particolare riguarda inoltre le madri con almeno tre figli assunte a tempo indeterminato: per i mesi coperti da questo rapporto di lavoro non possono percepire il nuovo bonus, poiché possono beneficiare, in presenza dei requisiti previsti, dell’esonero contributivo previdenziale già in vigore. Le madri con due figli possono invece ottenere il contributo anche con un contratto a tempo indeterminato.
L’importo effettivo e l’erogazione
L’importo effettivo dipende dai mesi, o dalle frazioni di mese, nei quali risultano soddisfatte tutte le condizioni richieste: chi possiede i requisiti per l’intero 2026 può arrivare a 720 euro, mentre per sei mensilità spettano 360 euro. Il diritto può inoltre cessare quando viene meno uno dei requisiti, come nel caso del raggiungimento del limite di età del figlio più piccolo. L’INPS erogherà le somme spettanti in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2026, se l’istruttoria sarà completata in tempo utile. Per le richieste non definite entro quella data, il pagamento potrà avvenire a partire da gennaio 2027, dopo la conclusione delle verifiche. Il contributo non è soggetto a imposizione fiscale e non viene conteggiato ai fini ISEE.
Come presentare domanda all’INPS e le scadenze
La richiesta può essere trasmessa attraverso il portale ufficiale INPS, accedendo alla sezione «Sostegni, Sussidi e Indennità», selezionando i servizi dedicati ai genitori e successivamente «Nuovo Bonus mamme 2026». Per utilizzare la procedura online occorre autenticarsi con SPID, CIE, CNS o eIDAS, secondo i livelli di accesso previsti. In alternativa è possibile rivolgersi a un patronato oppure utilizzare il Contact Center INPS, chiamando il numero gratuito 803 164 da rete fissa o lo 06 164 164 da cellulare, con costi determinati dal proprio operatore telefonico. Durante la compilazione devono essere dichiarati i requisiti richiesti e indicata la modalità di pagamento, scegliendo tra accredito su un conto dotato di IBAN e bonifico domiciliato.
Il termine ordinario per presentare domanda è il 31 dicembre 2026. Soltanto per le lavoratrici che maturano i requisiti nel mese di dicembre la scadenza viene prorogata al 31 gennaio 2027. Dopo l’invio, attraverso lo stesso servizio INPS sarà possibile verificare lo stato della pratica, consultare l’esito dell’istruttoria ed eventualmente richiedere il riesame delle mensilità non riconosciute. In caso di rigetto o accoglimento parziale, la richiesta di riesame dovrà essere presentata telematicamente entro il termine indicato nel provvedimento.




