Stanziamento per la Zes unica a 2,4 miliardi. Misure per affitti e giovani
La manovra economica per il 2027 vale circa 26 miliardi di euro e introduce nuove agevolazioni fiscali, incentivi per le famiglie e interventi a sostegno delle imprese. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge di Bilancio, che contiene anche alcune novità destinate a incidere sulle spese quotidiane degli italiani.
Il provvedimento riguarda il bilancio di previsione dello Stato per il 2027 e quello pluriennale per il triennio 2027-2029. All’ordine del giorno della riunione figuravano anche un decreto legge con disposizioni urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, un decreto legislativo sulla riforma dell’artigianato e un altro sul riordino delle norme relative ai dehors.
Illustrando le scelte dell’esecutivo in conferenza stampa, Giorgia Meloni ha definito la nuova manovra «un altro tassello nella strategia di lungo e medio termine», sottolineando che «ha una logica di legislatura». La presidente del Consiglio si è detta «molto soddisfatta della coerenza di tutto il cammino», rivendicando di non aver fatto «promesse che non possiamo mantenere» e di non aver distribuito «risorse a pioggia». Confermato anche il pacchetto dei provvedimenti amministrativi della precedente manovra destinati a terminare alla fine del 2026, per un valore complessivo di circa 9 miliardi di euro.
Taglio delle tasse, pensioni e novità per gli automobilisti
Sul fronte fiscale, Meloni ha rivendicato la scelta del governo «di far rinunciare allo Stato 21 miliardi che ora rimangono nelle tasche dei cittadini». La premier ha annunciato un ulteriore innalzamento dello scaglione fiscale, indicando un beneficio di 500 euro all’anno, e un intervento sul regime forfettario dei lavoratori autonomi, con la flat tax fino a 100.000 euro.
Per la previdenza viene previsto un fondo da 850 milioni di euro destinato a rafforzare i meccanismi di flessibilità in uscita per chi accede alla pensione attraverso il sistema contributivo. Le modalità di applicazione dovranno essere definite successivamente, soprattutto nel corso dell’esame parlamentare della legge di Bilancio, durante il quale il governo intende approfondire gli aspetti operativi dell’intervento.
Tra le misure illustrate figura anche l’esenzione del bollo auto, che il governo intende rendere strutturale. «Non è una mancetta. La misura è definitiva», ha precisato Meloni, contestando gli allarmi sollevati dalla sinistra nelle settimane precedenti. Per gli automobilisti arriva inoltre la possibilità di richiedere targhe personalizzate, sostenendone il relativo costo. «Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene», ha osservato la premier, aggiungendo che «la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere».
Affitti più convenienti e un contributo per ogni neonato
Una parte della legge di Bilancio è dedicata al mercato delle locazioni. Per gli immobili affittati a canone concordato, il governo prevede la riduzione della cedolare secca dal 10 al 5%, mentre l’aliquota scenderebbe ulteriormente all’1% quando il contratto riguarda un giovane fino a 35 anni. L’obiettivo dichiarato è rendere fiscalmente più conveniente per i proprietari scegliere canoni calmierati anziché quelli di mercato, mantenere gli immobili sfitti oppure ricorrere ad affitti irregolari.
«Più case sul mercato, affitti più bassi e più giovani che possono uscire di casa e costruirsi una vita», ha sintetizzato Meloni, annunciando anche l’estensione della cedolare secca agli immobili commerciali. Una misura pensata per negozi, botteghe e attività di vicinato, considerate dalla presidente del Consiglio particolarmente importanti per il tessuto economico e sociale.
Per le famiglie con nuovi nati viene invece introdotto il libretto previdenziale, una misura sostenuta dalla premier e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il meccanismo prevede un versamento iniziale dello Stato di 100 euro per ogni bambino, vincolato fino al compimento dei 18 anni. Genitori e parenti potranno incrementare progressivamente la somma attraverso ulteriori versamenti negli anni successivi. «Da questa legge di bilancio non togliamo nulla rispetto a quanto fatto fino ad ora e aggiungiamo nuovi provvedimenti», ha affermato Meloni.
Interventi nelle scuole
Sul versante degli investimenti pubblici, il governo intende utilizzare una parte delle risorse della componente energetica della Nec per dotare tutte le scuole italiane di climatizzatori e pompe di calore, migliorando le condizioni delle aule. Altri finanziamenti saranno destinati all’efficientamento energetico delle università e degli ospedali. La programmazione prevede l’avvio dei bandi nel 2027 e l’erogazione delle risorse a partire dal 2028. Meloni ha accompagnato l’annuncio con una critica alle precedenti scelte sulla scuola: «Se in passato invece di dedicare le risorse per comprare i banchi a rotelle oggi staremmo meglio».
Imprese e Zes unica
Per le imprese viene confermata la super deduzione del costo del lavoro al 120% per le nuove assunzioni, sintetizzata dalla premier nella formula «più assumi meno paghi». Vengono inoltre rafforzati gli incentivi agli investimenti nella Zes unica del Mezzogiorno, con uno stanziamento che sale a 2,4 miliardi di euro. Meloni ha motivato l’incremento delle risorse con i risultati ottenuti finora dalla misura, che il governo intende continuare a potenziare. Restano confermati anche gli interventi destinati ai settori agricolo e della pesca.
Sul costo dell’energia, la presidente del Consiglio ha annunciato la conferma dell’energy release per le imprese energivore e l’introduzione di uno strumento specifico per le piccole e medie imprese, finanziato con un miliardo di euro, con l’obiettivo di assicurare prezzi più sostenibili al sistema produttivo.




