Manovra, meno tasse per ceto medio e giovani: si cerca l’intesa nella maggioranza

Una manovra per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, incentivare il lavoro giovanile e alleggerire la pressione fiscale. È l’obiettivo sul quale si confrontano Giorgia Meloni e gli alleati, chiamati a trovare un equilibrio tra le richieste dei partiti e la prudenza imposta dai conti pubblici. Il vertice di maggioranza di ieri sera ha consentito di fare alcuni passi avanti, ma non ha ancora prodotto un accordo definitivo. Il governo punta ad approvare la legge di bilancio in Consiglio dei ministri martedì 27 o mercoledì 28 ottobre, compatibilmente con gli approfondimenti tecnici e con l’esito del confronto con l’Unione europea sulla flessibilità.

Alla riunione, durata circa due ore, hanno partecipato la presidente del Consiglio, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Dopo il primo vertice interlocutorio di lunedì, la maggioranza ha esaminato le «misure prioritarie» e le «risorse disponibili», cercando di individuare gli interventi da inserire nella manovra. Le richieste dei partiti restano numerose rispetto ai margini finanziari, ma l’indicazione è concentrare le risorse su famiglie, giovani, anziani, sanità, caro-energia e ceto medio.

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Taglio dell’Irpef, torna l’ipotesi dei 55mila euro

Tra le misure nuovamente all’esame del governo c’è l’estensione del taglio dell’Irpef oltre i 50mila euro di reddito. La proposta, rimasta congelata nelle ultime settimane, è stata rilanciata da Tajani, che punta ad applicare la riduzione dell’aliquota fino a 55mila euro. Il costo stimato è di circa 1,2 miliardi, mentre per estendere il beneficio fino a 60mila euro ne servirebbero 2,6. Il via libera resta legato alle risorse disponibili e all’esito del negoziato con l’Unione europea.

Il sostegno al ceto medio rappresenta soltanto una delle priorità della prossima legge di bilancio. La maggioranza intende destinare risorse anche alle famiglie e agli anziani, potenziare il sistema sanitario e contenere i costi dell’energia per cittadini e imprese. Particolare attenzione viene riservata ai giovani, il cui malessere è emerso anche nelle proteste e nei disordini degli ultimi giorni.

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Giovani, meno trattenute Irpef in busta paga

Per aumentare gli stipendi dei giovani, il governo valuta una riduzione delle trattenute Irpef in busta paga. L’intervento potrebbe riguardare gli under 30 oppure gli under 35 e avrebbe una durata di un anno. Tra le ipotesi emerse nelle scorse settimane dal ministero dell’Economia figura anche una flat tax al 5% sugli aumenti, mentre sul lavoro l’orientamento è dare continuità alle misure dello scorso anno.

Tajani ha indicato inoltre la «No Tax Area e una serie di provvedimenti che possono agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro», sottolineando l’importanza degli aiuti economici per consentire ai giovani di formare una famiglia. Le possibili misure sono state oggetto di un ampio confronto durante il vertice, ma dovranno essere definite sulla base delle coperture finanziarie.

A richiamare la maggioranza alla prudenza è stato Giorgetti, che ha messo in guardia dalle aspettative eccessive sulla legge di bilancio. «Si diffonde una sorta di aspettativa generalizzata», ha osservato il ministro, come se con la manovra «si possano affrontare, se non risolvere in una volta sola, tutte le questioni che riguardano il Paese». Ma «sappiamo che non è così».

Il titolare del Mef ha richiamato anche le trasformazioni strutturali dell’economia e della società: «Fenomeni come la trasformazione demografica, l’impatto della tecnologia su una forza lavoro mediamente più anziana non possono essere affrontati solo dallo Stato, ma richiedono uno sforzo congiunto delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali».

Contributo delle banche, Irap e rinvio delle nuove tasse

Tra i nodi ancora da sciogliere figura il contributo da 5 miliardi atteso dal settore finanziario. Dopo la richiesta delle banche di allargare ad altri settori il finanziamento della manovra, il governo sta valutando di estendere al 2028 e al 2029 la maggiorazione Irap prevista per le società energetiche dal decreto Bollette di quest’anno. L’ipotesi preoccupa Elettricità Futura, che ricorda come il settore «abbia già pagato oltre 2 miliardi per effetto del decreto Bollette».

Resta aperta anche la questione della sugar tax e della plastic tax, la cui entrata in vigore è prevista a gennaio. Il governo potrebbe disporre un ulteriore rinvio di sei mesi, una soluzione contestata da Assobibe e Unionplast. Per le due associazioni, lo slittamento «non risolve nulla» e, dopo i numerosi rinvii, sarebbe necessaria una decisione definitiva. Nei prossimi giorni proseguirà il confronto tra gli alleati per definire gli ultimi dettagli della legge di bilancio e raggiungere una sintesi sulle misure da approvare. L’obiettivo indicato dalla maggioranza è individuare «soluzioni condivise a sostegno della crescita economica e nel rispetto della stabilità finanziaria dell’Italia».

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