La relazione dei vigili del fuoco conferma l’ipotesi colposa
Né un incendio appiccato volontariamente né un fulmine. Le indagini sul rogo del teatro Sannazaro escludono due delle ipotesi prese in considerazione dopo la devastazione dello storico edificio napoletano. La relazione depositata dai vigili del fuoco concentra ora l’attenzione sulle attività di manutenzione e sulle possibili cause accidentali dell’innesco.
La maxiperizia disposta dal pubblico ministero Mario Canale, del pool reati colposi coordinato dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, conferma l’ipotesi di incendio colposo. A provocare le fiamme sarebbe stata una scintilla prodotta durante i lavori, probabilmente da un attrezzo da carpentiere, come un trapano o una saldatrice, rimasto rovente e a contatto con materiali combustibili. Una dinamica che potrebbe chiamare in causa negligenza o imperizia, sulle quali proseguono gli accertamenti.
Secondo quanto riportato dal Mattino, i consulenti della Procura non hanno individuato elementi compatibili con un’origine dolosa, né tracce di benzina, alcol o altre sostanze acceleranti. Escluse, allo stato, anche cause riconducibili al violento temporale che aveva interessato Napoli nella notte dell’incendio. La ricostruzione colloca il possibile punto d’innesco nella parte centrale del teatro, tra palco e sottopalco, dove erano in corso interventi di manutenzione.
In quell’area erano stati accatastati materiali scenici, tra cui stoffe e strutture in legno, che sarebbero stati rapidamente raggiunti dalle fiamme. Il rogo del 17 febbraio ha così devastato lo storico teatro di via Chiaia, provocando danni anche agli edifici circostanti. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo il funzionamento dei sistemi antincendio per ricostruire le condizioni nelle quali il fuoco si è sviluppato e propagato.
Due indagati, avvisi di garanzia notificati come atto dovuto
Nel procedimento risultano indagati Salvatore Vanorio, 49 anni, gestore del teatro, e Giuseppe Falco, 48 anni, operaio che aveva effettuato lavori nella struttura. La loro posizione è oggetto di accertamento in relazione ai rispettivi ruoli nella gestione del teatro e negli interventi di manutenzione. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a maggio come atto dovuto, in vista delle analisi tecniche irripetibili sui reperti presenti nell’area del palco e del sottopalco, per consentire agli interessati di esercitare le proprie garanzie difensive. La notifica non costituisce un’affermazione di responsabilità, che resta da accertare. La difesa dei gestori aveva sostenuto di aver «posto in essere tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del teatro».
La relazione dei vigili del fuoco, depositata come atto irripetibile, è ora a disposizione delle parti. Sono sette le persone indicate dalla Procura come parti offese, tra cui soggetti legati alla proprietà e agli immobili danneggiati. Dopo l’esame delle conclusioni tecniche e delle eventuali consulenze difensive, gli inquirenti potrebbero chiudere le indagini e valutare una richiesta di rinvio a giudizio. Le responsabilità individuali restano da accertare.
Il futuro del Sannazaro tra dissequestro e acquisizione statale
Il deposito della perizia potrebbe consentire il dissequestro dell’area e l’avvio degli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione. Il provvedimento non risulta ancora adottato, mentre una prima stima dei danni provocati dall’incendio si aggira intorno ai 60 milioni di euro. Parallelamente procede il progetto di acquisizione del teatro da parte dello Stato. Il ministero della Cultura ha confermato l’avvio della procedura, in attuazione dell’impegno assunto dal ministro Alessandro Giuli. Le risorse necessarie all’acquisto sono state inserite nel programma triennale degli investimenti ed è stata avviata con l’Agenzia del Demanio la verifica di congruità, con l’obiettivo di completare l’iter nel più breve tempo possibile.




