Il giovane di Mugnano ha inciso “Felicità”, brano scritto per lui dalla madre Valentina Maisto, e alla festa del Sacro Cuore salirà sul palco. Dietro la sua voce anni di scuola, sport, conquiste personali e diffidenze da smontare.
«Mamma, ma io sono Down? Un amico a scuola mi ha chiamato così, ma che vuol dire?». Francesco Di Maro aveva sei anni. La mamma era in cucina a preparare il caffè. Lo prese sulle ginocchia e gli spiegò cos’è la sindrome di Down, che ogni persona è diversa e ha i propri talenti.
Lui ascoltò in silenzio, poi chiese: «Mamma, e quindi, come dici tu, se io a differenza degli altri ho un cromosoma in più vuol dire che mi hanno fatto un complimento?».
Oggi Francesco ha 21 anni, suona la chitarra, vuole fare il cantante e a chi usa ancora “Down” come un insulto replica così: «Grazie per il complimento».
Il primo singolo, scritto dalla mamma
Valentina lo ricorda bambino mentre trasformava qualsiasi oggetto in uno strumento, passava ore alla batteria e alla pianola e intratteneva la famiglia con concerti improvvisati. «Da piccolo già cantavo, la musica per me è passione», dice con orgoglio Francesco.
Ama la canzone neomelodica e il suo idolo è Marco Calone, con cui ha anche cantato: una sorpresa organizzata dalla madre per i suoi diciotto anni.
A Milano ha registrato il primo singolo, Felicità. «Lui da un po’ scrive dei testi per farne musica, tocca dei temi importanti come il bullismo, la violenza contro le donne, il razzismo», spiega Valentina. Un giorno le ha chiesto di scrivere una canzone su di lui. «Non ho esitato e ho dato il via al mio cuore per esprimergli ancora una volta l’immenso amore che sento per lui. Felicità è il nome più appropriato che potevo scegliere per rappresentarlo».
Nel testo lo chiama «portatore sano di felicità», rovesciando un’espressione che di solito accompagna le diagnosi. «Volevo che quest’espressione cucita su di lui facesse pensare a una cosa bella, positiva. Lui è davvero portatore sano di felicità perché con il suo sorriso e con la sua estrema semplicità semina gioia quotidianamente».
Per Francesco la felicità ha il sapore delle cose semplici: «È l’affetto per la mia famiglia. Io sono un ragazzo fortunato perché sono molto amato e perché ho avuto la possibilità di fare tante cose che mi piacciono».
Dalla platea al palco del Sacro Cuore
Alla festa del Sacro Cuore di Mugnano non manca mai. Stavolta, però, non starà tra la gente: si esibirà prima del concerto di Rosario Miraggio, venerdì 23 ottobre: «Sono molto emozionato, non vedo l’ora di salire sul palco. Ogni anno vado ai concerti che organizzano per la festa del Sacro Cuore e questa volta però io non sarò tra il pubblico ma vedrò le persone dal palco. Sarà bellissimo».
Le platee non gli sono nuove. È stato ospite al Palapartenope, al Maschio Angioino e a Villa Domi, dove ha ricevuto riconoscimenti con altri giovani dell’associazione AugurAbile. Su TikTok lo seguono oltre 20mila persone. E se potesse scegliere con chi duettare, non avrebbe dubbi: Vasco Rossi.
La scuola e le porte chiuse
Gli ostacoli più duri, dice Valentina, non sono mai dipesi da suo figlio. «Sicuramente il pregiudizio o il giudizio troppo affrettato quando si è di fronte a qualcosa di sconosciuto».
A scuola qualcuno arrivò a sostenere che per lui non ci fosse posto. Lei lo ha seguito passo passo, perché stare in classe non si riducesse a occupare un banco. Da quegli anni è nata la scelta di fondare un’associazione che si occupa di disabilità e lavora contro le discriminazioni.
Sull’indipendenza del figlio non ha mai ceduto. Alle medie, per due anni, lo ha accompagnato ai Quartieri Spagnoli per un corso di autonomia sociale: lì Francesco ha imparato a muoversi in città e a prendere i mezzi pubblici da solo. «Francesco si è sempre impegnato tanto per raggiungere l’autonomia e l’autostima che ha maturato nel tempo».
All’Istituto Alberghiero si è diplomato con 90/100. All’esame, finita la tesina, si è rivolto alla commissione: «Bene, se adesso mi volete fare qualche domanda io vi rispondo». Valentina ci ride ancora.
Ora segue un progetto alla pasticceria Di Rosa di Mugnano e spesso torna a casa con un dolce preparato da lui per la mamma e il fratello. Nuota da anni, gioca a basket, balla, va allo stadio e ai concerti, esce con la sua comitiva e suona la chitarra anche in chiesa.
«Ci dissero che avrebbe avuto difficoltà a parlare e imparare»
Valentina non ha dimenticato la prima visita da una neuropsichiatra infantile, quando alle elementari serviva il sostegno. «Ci disse che lui non avrebbe parlato bene, avrebbe avuto problemi a orientarsi nello spazio e nel tempo, avrebbe avuto poche probabilità di apprendere informazioni».
Non nega le difficoltà che la sindrome può comportare. Contesta l’idea che una previsione diventi un tetto. Oggi Francesco legge, scrive, canta, suona, si è diplomato e gira da solo. La madre lo descrive solare, generoso, preciso e tenace: «Quando si prefigge un obiettivo fa di tutto per raggiungerlo».
Nel 2026 deve ancora fare i conti con stereotipi e frasi offensive. Per questo Valentina ha deciso di parlare: perché ognuno abbia occasioni vere di studiare, lavorare e partecipare alla vita della comunità. «La disabilità è solo una condizione, non una malattia infettiva. È solo un modo differente di apprendere o di fare le cose. Ognuno ha i suoi tempi».
Cantare, innamorarsi, sposarsi
Cosa desidera di più? Francesco risponde senza esitazione: diventare un cantante famoso. Poi aggiunge: «Non vedo l’ora di trovare una fidanzata e di sposarmi».
La madre spera per lui una vita serena, tra persone sincere, con la libertà di decidere da sé. «Per lui sogno una vita ricca di emozioni e di amore. Ho sempre puntato alla sua autonomia e lui lo è totalmente, quindi che possa realizzare i suoi sogni circondato sempre da affetto e sincerità senza mai sentirsi un peso per nessuno». In questi anni, ammette, è stato lui a insegnarle a guardare oltre le apparenze e a non mollare.
Il ricordo a cui tiene di più risale al giorno della registrazione a Milano. Francesco uscì dallo studio, la abbracciò e le disse: «Mamma, grazie, mi hai regalato un sogno».
Presto quel sogno troverà spazio anche sul palco di Mugnano, davanti a un pubblico che Francesco conosce bene e di cui, questa volta, sarà protagonista.
Nel frattempo continua a studiare, lavorare, cantare e immaginare il proprio futuro. Con la stessa convinzione che ripete spesso a sua madre e che, forse, racconta meglio di qualsiasi altra parola il suo modo di affrontare ogni giornata: «La vita è bella».




