Si studiano poteri temporanei ai militari e nuove misure preventive
Non soltanto più militari nelle strade, ma anche nuovi poteri per affrontare le emergenze di ordine pubblico. Il governo prepara una risposta ai disordini degli ultimi giorni attraverso un decreto legge che dovrebbe arrivare oggi in Consiglio dei ministri. La stretta interessa sia la prevenzione delle violenze sia la possibilità di impiegare temporaneamente i militari a sostegno delle forze di polizia.
Il provvedimento, atteso nel pomeriggio o in serata, è ancora al vaglio degli uffici legislativi e potrebbe richiedere due riunioni del preconsiglio prima dell’esame definitivo. L’accelerazione arriva dopo gli scontri e i saccheggi di negozi a Milano, ai quali hanno partecipato anche minorenni non politicizzati, e i disordini registrati in diverse città. Ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi un vertice sull’ordine pubblico con i ministri, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence. «Lo Stato darà una risposta ferma» è la linea che sarebbe emersa dalla riunione, durante la quale è stato esaminato un fenomeno ritenuto «complesso», caratterizzato da elementi nuovi rispetto al passato e da una «varietà di causali» ancora da decifrare.
Fermo preventivo fino a 24 ore e arresti differiti
Tra le ipotesi allo studio c’è il trasferimento nel decreto di alcune disposizioni contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a luglio e attualmente all’esame del Senato. Le misure comprendono l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, con una durata superiore alle 12 ore, l’arresto in flagranza differita per i responsabili di danneggiamenti di gruppo e il divieto di aggregazione per le persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico.
A precisare alcuni dei possibili contenuti sono i sottosegretari leghisti Nicola Molteni, all’Interno, e Andrea Ostellari, alla Giustizia. I due esponenti del Carroccio annunciano «l’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore» e «il rafforzamento delle misure di prevenzione, a partire dall’avviso orale di competenza del questore». Tra gli interventi indicati figurano anche «l’introduzione del reato di danneggiamento aggravato» e «l’arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, con la possibilità di arresto differito entro 48 ore». Queste ultime misure risultano però già previste dall’ordinamento e resta da chiarire in che modo il governo intenda modificarle.
Strade sicure, il governo valuta altri 500 militari a Milano
Accanto alle nuove disposizioni penali e preventive, l’esecutivo punta a rafforzare l’operazione Strade sicure. Per Milano si valuta l’impiego di altri 500 militari, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto chiede di ampliare temporaneamente le possibilità di intervento del personale impegnato sul territorio. In un messaggio pubblicato ieri sera su X, il ministro spiega: «Abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito».
La stretta incassa intanto il sostegno della Lega. «Dalle parole ai fatti!», esulta il vicepremier Matteo Salvini, che rivendica una «vittoria della Lega». Gli annunci politici, tuttavia, precedono la definizione effettiva del provvedimento. Gli uffici legislativi continuano a esaminare le soluzioni tecniche e, secondo più fonti, il testo non sarebbe ancora stato completato.
La condanna di Mattarella e il confronto tra Chigi e Colle
Sul nuovo scenario delle violenze è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Ogni violenza è inaccettabile», ha affermato il capo dello Stato dopo il fine settimana di scontri a Milano, sottolineando al tempo stesso che «occorre un’analisi intelligente e approfondita» e «un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze» provenienti da «soggetti inediti, condizione quest’ultima che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili».
Parole che, oltre alla condanna dei responsabili, richiamano la necessità di comprendere le caratteristiche dei nuovi episodi di violenza, compresa la partecipazione ai saccheggi di minorenni estranei alle tradizionali dinamiche politiche degli scontri di piazza. Un elemento che rende particolarmente delicata la formulazione del decreto. Tra Palazzo Chigi e Quirinale sono state avviate interlocuzioni su un provvedimento che il governo considera urgente. È anche per questo che il lavoro tecnico prosegue fino alle ultime ore disponibili prima del Consiglio dei ministri.




