I medici hanno rimosso completamente la parte malata
Il Vaticano rassicura sulle condizioni di Papa Leone dopo l’operazione al polmone eseguita al Policlinico Gemelli. L’intervento è riuscito senza complicanze, nonostante la conferma di una diagnosi impegnativa: un adenocarcinoma polmonare. La malattia, individuata in uno stadio iniziale e circoscritta, è stata affrontata con l’asportazione completa della parte interessata.
Il problema era emerso durante un controllo di routine effettuato dopo il viaggio in Francia. Gli accertamenti avevano fatto sospettare la natura maligna del nodulo e il Pontefice, seguendo le indicazioni dei medici, aveva deciso di procedere rapidamente. La notizia, annunciata dallo stesso Leone durante l’Angelus di domenica, aveva colto di sorpresa il mondo cattolico. Poco dopo le 13 di ieri, il Papa è arrivato al Gemelli sorridente e sereno, pronto ad affrontare l’operazione.
Asportato il lobo inferiore del polmone destro
A fornire il quadro clinico sono stati Luigi Carbone, medico personale del Santo Padre, e Stefano Margaritora, professore alla guida dell’équipe chirurgica. «Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita», hanno spiegato i sanitari, precisando che «l’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori».
La permanenza complessiva in sala operatoria è stata di circa tre ore, mentre la procedura chirurgica è durata una novantina di minuti. Secondo quanto comunicato dal Vaticano, tutto si è svolto «nei tempi e nei modi previsti». Al risveglio dall’anestesia, il Pontefice è rimasto per un breve periodo sotto osservazione prima di essere riaccompagnato nella propria stanza al decimo piano. Il portavoce Matteo Bruni ha riferito ai giornalisti che «il Papa ha anche chiesto la cena». L’équipe di sette medici comprendeva, oltre a Margaritora, la professoressa Elisa Meacci, la dottoressa Maria Teresa Congedo e il dottor Leonardo Petracca Ciavarella. La componente anestesiologica era formata dal professor Massimo Antonelli e dai dottori Giovanni Punzo e Giuseppe Bello.
La preoccupazione della Chiesa e il viaggio di novembre
L’improvviso problema di salute ha destato apprensione anche per l’immagine che Leone ha trasmesso nei suoi sedici mesi di pontificato: quella di un uomo sportivo, attento al benessere fisico e dall’aspetto più giovanile rispetto ai suoi 71 anni. La Chiesa si è stretta attorno al Santo Padre e il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che ha ammesso di aver appreso la notizia come un fulmine a ciel sereno, ha espresso fiducia: «Speriamo che al più presto possa risolvere questo problema. Siamo fiduciosi». Durante la giornata il Pontefice ha avuto accanto i suoi segretari, don Edgar e don Marco, e le suore peruviane che si occupano di lui.
Resta ora da valutare l’impatto dell’operazione sugli impegni già programmati. La decisione di intervenire tempestivamente era legata anche alla volontà di salvaguardare il viaggio in Sudamerica previsto per novembre, per il quale i preparativi sono stati completati. Nonostante l’esito positivo della procedura, la possibilità che il Pontefice possa affrontare la trasferta appare fortemente in dubbio.




