Sanità privata in Campania, stop ai ricoveri dal 21 settembre: è scontro sui budget

Urgenze garantite, ma il confronto con la giunta Fico si irrigidisce

La sanità privata accreditata in Campania si prepara allo stop dei ricoveri programmati. Aiop annuncia la sospensione delle attività a partire dal 21 settembre e chiama in causa la Regione: da nove mesi, sostiene l’associazione, le Case di cura lavorano senza un budget definito e senza un contratto.

Le ragioni della protesta saranno illustrate lunedì 21 settembre alle 12, nella sede di Aiop Campania in Riviera di Chiaia 105 a Napoli. Al centro della vertenza ci sono quantità e remunerazione delle prestazioni erogate per conto del Servizio sanitario regionale: finora alle strutture sarebbero stati corrisposti soltanto acconti calcolati sul tetto di spesa del 2025, rimasto invariato rispetto a quello del 2024.

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Aiop: «Costretti a navigare a vista»

«L’ospedalità privata accreditata è costretta a navigare a vista», afferma il presidente di Aiop Campania, sottolineando che le strutture non sanno «quali prestazioni saranno effettivamente riconosciute e pagate». Una condizione che, secondo l’associazione, rende «impossibile programmare l’attività e garantire la sostenibilità dei servizi», anche perché le Case di cura sarebbero remunerate «con tariffe vecchie di 14 anni e ribassate del 10%», con possibili ripercussioni sui Livelli essenziali di assistenza.

La sospensione annunciata riguarderà i ricoveri programmati, mentre le urgenze continueranno a essere garantite. Aiop chiederà alla Regione risposte immediate sulla definizione dei contratti e dei budget, sulle tariffe e sul pagamento delle prestazioni già erogate, indicando questi passaggi come necessari per assicurare la continuità assistenziale.

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Cisl e Uil chiedono un tavolo urgente

Sul fronte sindacale cresce però la tensione. Cisl Funzione Pubblica e Uil Fp hanno scritto al presidente della Giunta Fico e ai prefetti di Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno esprimendo «forte preoccupazione» per lo stato di crisi del comparto, per la progressiva riduzione dei ricoveri programmati fino alla totale sospensione prevista per il 21 settembre e per le possibili iniziative sul personale legate alla contrazione dell’attività. Le due organizzazioni chiedono «l’apertura urgentissima di un tavolo di confronto con le parti interessate» e diffidano Aiop e le Case di cura aderenti «dall’intraprendere iniziative unilaterali».

«La Regione deve intervenire urgentissimamente per tutelare la salute dei cittadini ed i posti di lavoro», afferma il leader della Cisl Funzione Pubblica Luigi D’Emilio, firmatario della protesta insieme al coordinatore di settore Ciro Maraniello, al numero uno della Uil Fp Vincenzo Torino e alla segretaria Rachele Palma. D’Emilio chiede anche di valutare «la possibilità di una revoca delle concessioni in presenza di provvedimenti inaccettabili come quelli comunicati». Per il sindacato non si può «assistere inerti a misure devastanti come il blocco ricoveri e le eventuali casse integrazioni».

Cisl e Uil segnalano inoltre una tensione già molto alta tra i lavoratori, ricordando che i contratti di lavoro non vengono rinnovati da un decennio e, in alcuni casi, da 14 anni. Le organizzazioni chiedono a Fico un riscontro in tempi strettissimi sulla convocazione del tavolo regionale e annunciano, in assenza di risposte concrete, iniziative di mobilitazione a tutela dell’occupazione e della continuità assistenziale.

La Cgil diffida le cliniche

Anche Cgil Campania e Fp Cgil hanno inviato ad Aiop e alle cliniche accreditate un formale atto di diffida e messa in mora contro quello che definiscono «l’inaccettabile annuncio del blocco unilaterale dei ricoveri ordinari e programmati». Il sindacato riconduce la vertenza allo scontro con Regione e Soresa sui tetti di spesa, sui contratti di accreditamento, sulle tariffe e sull’applicazione delle nuove norme del Decreto Concorrenza.

«Le controversie economiche, tariffarie o di rendicontazione dei budget tra le strutture private e la Regione Campania non possono e non devono in alcun modo tradursi nel blocco dell’assistenza sanitaria ai cittadini», affermano Nicola Ricci, Alfredo Garzi e Marco D’Acunto. La Cgil concede 24 ore ad Aiop per revocare lo stop: in caso contrario annuncia denunce alle Procure per interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio, oltre alla richiesta di intervento dei NAS, ricorsi d’urgenza per condotta antisindacale e la revoca dell’accreditamento per le strutture inadempienti.

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