Il messaggio arriva da un contatto conosciuto e con foto corretta
Una richiesta di quasi 900 euro per comprare un nuovo smartphone. A scriverla, apparentemente, è un’amica. In realtà, dietro quei messaggi non c’è il titolare dell’account. E la truffa può raggiungere uno dopo l’altro i contatti presenti in rubrica. «Se va bene puoi farmi un favore?».
È una richiesta apparentemente innocua, soprattutto quando arriva su WhatsApp da una persona che conosciamo bene. Ma è proprio sulla fiducia nei confronti del mittente che fa leva una nuova modalità di truffa che sta circolando attraverso la popolare applicazione di messaggistica.
Il caso segnalato nelle scorse ore parte da una conversazione tra due amiche. Una delle due riceve un messaggio dal numero dell’altra. Il profilo è quello corretto, il nome e la fotografia sono quelli abituali. Nulla, a prima vista, fa pensare che dietro lo schermo non ci sia la persona che si crede di conoscere. Poi arriva la richiesta di denaro. «Il mio telefono è rotto, devo comprare uno nuovo da 879 euro. Non posso fare bonifici istantanei, puoi anticiparmi la somma? Ti restituisco i soldi con un bonifico ordinario».
La spiegazione è quella di un’improvvisa emergenza: il telefono sarebbe caduto in acqua e sarebbe diventato inutilizzabile. La somma richiesta, quasi 900 euro, servirebbe quindi per acquistare rapidamente un nuovo dispositivo. La destinataria, però, non comprende immediatamente la richiesta e chiede spiegazioni, telefona alla titolare del numero che non sta scrivendo quei messaggi.
Il numero è quello giusto, ma a scrivere è qualcun altro
Secondo quanto ricostruito dopo l’accaduto, il problema non riguardava una singola conversazione. Ogni volta che la titolare dell’account provava a interagire con un contatto su WhatsApp, infatti, si verificava una situazione anomala: le risposte dell’interlocutore non arrivavano sul suo dispositivo, mentre dall’altra parte della conversazione comparivano nuovi messaggi con richieste di denaro. In sostanza, l’account veniva utilizzato per impersonare la vittima e contattare le persone presenti tra i suoi contatti.
La denuncia e il consiglio della Polizia Postale
L’accaduto è stato denunciato alla Polizia Postale. In caso di compromissione dell’account, una delle prime operazioni da effettuare è recuperare il controllo del proprio numero e del profilo WhatsApp. Un’importante misura preventiva, oltre che una possibile risoluzione per chi si ritrova vittima di episodi come questo, come suggerisce la Polizia Postale, è l’attivazione dell’autenticazione a due fattori. Su WhatsApp il percorso indicato è: Impostazioni → Account → Verifica in due passaggi → Attiva. Viene richiesto di scegliere un PIN personale di sei cifre. È inoltre possibile associare un indirizzo e-mail per il recupero nel caso in cui il PIN venga dimenticato.
Cosa fare se il proprio account viene utilizzato per chiedere soldi
Se ci si accorge che qualcuno sta utilizzando il proprio account WhatsApp per contattare amici e parenti, è fondamentale agire rapidamente. La prima cosa da fare è avvisare i propri contatti, possibilmente utilizzando anche altri canali di comunicazione, come una telefonata o un altro social network. In questo modo si può evitare che qualcuno, fidandosi del messaggio ricevuto dal nostro numero, effettui un pagamento. Poi è necessario procedere al recupero dell’account e attivare la verifica in due passaggi. In caso di violazione, è inoltre opportuno presentare denuncia alle forze dell’ordine.
Se il proprio account è stato utilizzato per inviare richieste di denaro, è consigliabile anche disinstallare e reinstallare l’applicazione dopo aver messo in sicurezza l’account, seguendo le indicazioni ricevute dalla Polizia Postale.
E chi riceve una richiesta di denaro?
La regola vale anche per chi si trova dall’altra parte della conversazione: mai inviare denaro sulla base di un semplice messaggio WhatsApp, anche se proviene da un contatto conosciuto. Una richiesta improvvisa, soprattutto se accompagnata da una situazione d’emergenza e dalla necessità di effettuare rapidamente un bonifico, dovrebbe far scattare un campanello d’allarme. La soluzione più semplice è interrompere la conversazione e contattare direttamente la persona attraverso una telefonata, utilizzando un numero già conosciuto e non quello eventualmente indicato nel messaggio.




