Torna in scena scegliendo la via più semplice e coraggiosa
Figlio d’arte e cresciuto in una famiglia dove il jazz e il canto lirico erano quotidianità, Fabio Piccaluga, presto diventato Fabio Concato, entra nel mondo dello spettacolo nel 1974 con il trio cabarettistico «I Mormoranti» al Derby di Milano. Scoperto da Walter Guertler, incide nel 1977 «Storie di sempre», trainato dal singolo «A Dean Martin». L’anno successivo presta la voce ad alcuni brani della serie «Atlas Ufo Robot», mostrando una versatilità inattesa.
Dopo «Svendita totale» (1978) e «Zio Tom» (1979), gli anni Ottanta segnano la svolta: nel 1982 arriva «Domenica bestiale», che lo consacra al grande pubblico. Il 1984 è l’anno dei suoi classici: «Fiore di maggio», «Ti ricordo ancora», «Rosalina» e «Guido piano». Con «Senza avvisare» (1986) conferma la sua maturità artistica. Nel 1988 firma «051/222525», brano dedicato al Telefono Azzurro: un successo natalizio che raggiunge il primo posto in classifica e i cui proventi vengono interamente devoluti alla tutela dei minori.
Tra premi, concerti e innumerevoli incisioni
Negli anni Novanta Concato alterna nuovi progetti e riletture del suo repertorio. Nel 1990 firma «L’oca sgangherona» per lo Zecchino d’Oro e pubblica «Giannutri», trainato da «Speriamo che piova» e dalla versione riarrangiata di «051/222525». Seguono la raccolta «Punto e virgola» e «In viaggio» (1992), accolto con ottime vendite. Con «Vita quotidiana» e «Scomporre e ricomporre» (1994) sperimenta duetti e reincisioni, aggiunge l’inedito «Troppo vento» e compone le musiche per «Il piccolo principe». Chiude il decennio con «Blu» (1996) e «Fabio Concato» (1999), nel quale spicca «M’innamoro davvero» con José Feliciano. Nel 2001 torna a Sanremo con «Ciao ninìn», aprendo la strada a «Ballando con Chet Baker», che evidenzia una svolta jazz.
Pubblica il live «Voilà» (2003), collabora con Samuele Bersani in «Binario 3» e, nel 2004, parte per il «Viceversa Tour» con Anna Oxa. Rientra a Sanremo nel 2007 con «Oltre il giardino», dedicata a chi perde il lavoro a cinquant’anni, e pubblica una nuova antologia. Negli anni Dieci intreccia musica e solidarietà con «Amico mio» (2010), collabora con Ana Flora e, nel 2012, torna agli inediti con «Tutto qua». Nel 2014 partecipa al progetto «A modo mio» con Cristina Russo. «Non smetto di ascoltarti» (2016), con Julian Oliver Mazzariello e Fabrizio Bosso, rilegge in chiave jazz brani propri e classici italiani. Nel 2017 pubblica «Gigi», con arrangiamenti di Paolo Di Sabatino. Nel 2018 riceve il Premio «Note da Oscar» per il rapporto tra le sue canzoni e il cinema.
Il Premio Tenco, lo stop e il tour 2026
Negli ultimi anni Fabio Concato ha attraversato una fase intensa della sua storia artistica e personale. Nel 2018 appare in «Loro 1» di Paolo Sorrentino, cantando «Domenica bestiale» in un cameo che diventa un omaggio alla sua carriera. Durante la pandemia del 2020 pubblica «L’umarell», brano in dialetto dedicato alla sua Milano ferita dal Covid-19: il gesto solidale di devolvere i ricavi gli vale l’Ambrogino d’oro. Nel 2021 arriva «L’aggeggino», scritto per la nipote Nina, mentre nel 2022 partecipa al tributo a Enzo Jannacci con «Ventiventi», ricevendo nello stesso anno il Premio Tenco.
Il 2025 segna uno stop doloroso: Concato annuncia l’interruzione del tour estivo a causa di un tumore, ringraziando il pubblico per l’affetto e dichiarando di avere fiducia nelle cure. Nonostante la pausa forzata, pubblica «Automobilisti» con Federico Stragà, preludio al suo ritorno. Quel ritorno arriva con «Altro di me», lo spettacolo che inaugura il tour estivo 2026 e la stagione teatrale 2026-2027. Un progetto che nasce dal desiderio di riaprire il suo vasto catalogo e riportare sul palco brani dimenticati, accanto ai classici che hanno segnato la sua carriera umana e artistica. Con lui ci sono gli storici musicisti Ornella D’Urbano, Gabriele Palazzi Rossi, Stefano Casali e Larry Tomassini: una squadra che accompagna Concato in una nuova ripartenza, fatta di memoria, musica e resilienza.
Il brano scelto: «Domenica bestiale»
«Domenica bestiale» è una fotografia della felicità spontanea: una giornata qualunque che diventa speciale senza bisogno di eventi straordinari. Il brano racconta l’amore nella sua forma più semplice e celebra la bellezza delle cose normali, trasformandole in un momento da ricordare.




