Nuovi interventi allo studio anche per il comparto agricolo
Oltre un miliardo di euro di risorse sbloccate per l’autotrasporto e un’intesa raggiunta con le associazioni di categoria non bastano a fermare le proteste. Il governo Meloni si prepara a intervenire nuovamente con il Consiglio dei ministri convocato per oggi, giovedì 22 ottobre, per adottare nuove misure contro il caro gasolio e sostenere le imprese del settore. Tra gli interventi individuati figurano ristori sui carburanti, sospensione dei canoni di leasing e digitalizzazione della lettera di vettura, con particolare attenzione ai piccoli trasportatori rimasti esclusi dagli aiuti previsti dalla normativa europea. Il provvedimento comprenderà anche ulteriori risorse per l’agricoltura.
Alla vigilia del Cdm, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Al centro del confronto la prosecuzione dei blocchi stradali, le conseguenze sull’economia nazionale e il rischio di infiltrazioni criminali nelle mobilitazioni.
Ristori, leasing e aiuti ai padroncini: le misure del governo
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta completando il pacchetto di interventi da sottoporre al Consiglio dei ministri, dopo i confronti avviati da Salvini e dal viceministro Edoardo Rixi con le associazioni di categoria. L’attenzione è rivolta soprattutto ai cosiddetti padroncini, i piccoli operatori che non hanno beneficiato delle precedenti misure di sostegno, e alla necessità di tutelare la regolarità del mercato.
Sul fronte delle risorse, il governo ha annunciato lo sblocco immediato di 480 milioni di euro per il caro carburante, con oltre 32mila domande presentate dalle imprese. A questi si affiancano più di 500 milioni destinati al rinnovo dei veicoli, per un ammontare complessivo superiore al miliardo di euro. Salvini ha inoltre prospettato la ricerca di altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive. Gli stanziamenti già disponibili sono distinti dalle nuove misure attese oggi in Cdm, che dovranno essere definite nel provvedimento.
Il governo punta anche ad affrontare le difficoltà delle imprese agricole, duramente colpite dalle interruzioni dei trasporti. Palazzo Chigi ribadisce l’impegno «per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell’autotrasporto» e affrontare «le criticità sollevate dalla categoria raggiungendo un’intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell’intero sistema produttivo».
Campania, scaffali vuoti e difficoltà nei rifornimenti
Nonostante l’accordo con le associazioni di categoria, la mobilitazione prosegue in diverse regioni meridionali. In Campania restano forti criticità, con presìdi ai caselli di Nola, Caianello, Capua, Caserta Nord, Avellino Est e Mercato San Severino. Il prossimo confronto al ministero dei Trasporti è previsto per il 27 ottobre, mentre in Sicilia il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo.
Le conseguenze coinvolgono ormai la vita quotidiana di migliaia di cittadini. Tra Napoli, Caserta e le altre province campane si moltiplicano i supermercati con gli scaffali vuoti, soprattutto nei reparti dei prodotti freschi, mentre i blocchi ai magazzini della grande distribuzione nell’area industriale di Carinaro-Teverola ostacolano i rifornimenti. Alla carenza di generi alimentari si aggiunge quella dei carburanti, con numerosi distributori rimasti senza scorte e lunghe code alle pompe ancora operative.
Le difficoltà raggiungono anche le imprese agricole: il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha lanciato l’allarme per le ripercussioni sulla produzione, mentre Legacoop Agroalimentari ha quantificato in circa 30 milioni di euro i danni subiti in cinque giorni dal comparto del kiwi giallo.
EAV riduce le corse, la Federico II passa alla Dad
La crisi dei rifornimenti si ripercuote anche sul trasporto pubblico. EAV ha disposto una riduzione delle corse automobilistiche a causa della scarsità di carburante, arrivando a dimezzare il servizio su alcune linee. Se la situazione non dovesse migliorare, dal 24 ottobre potrebbero essere interessati anche i collegamenti ferroviari. Tagli sono stati annunciati anche da Air Campania, mentre restano a rischio i servizi marittimi verso Ischia e Procida.
Le difficoltà negli spostamenti hanno spinto l’Università Federico II di Napoli a trasferire da oggi le lezioni ordinarie in didattica a distanza, fino a nuove disposizioni. Le sedute di laurea rimangono in presenza, mentre esami e attività pratiche seguono modalità specifiche stabilite dall’ateneo.
L’emergenza interessa anche i servizi pubblici. ASIA Napoli ha segnalato difficoltà nell’approvvigionamento del carburante e nell’accesso agli impianti di conferimento dei rifiuti, avvertendo che la raccolta e la pulizia delle strade potrebbero subire rallentamenti. Problemi analoghi vengono segnalati anche ad Avellino e Salerno, mentre per il servizio sanitario di emergenza si lavora con le prefetture per assicurare la priorità nei rifornimenti ai mezzi di soccorso.
Controlli sui blocchi e allarme infiltrazioni
Il Viminale ha intensificato i controlli sui presìdi stradali: secondo i dati comunicati il 21 ottobre, sono state identificate 1.339 persone, con 71 denunce e 242 sanzioni amministrative. Sono state inoltre predisposte scorte per numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, per garantire le operazioni di carico e scarico delle merci.
La prosecuzione delle proteste, «nonostante il confronto avviato e l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria», evidenzia secondo Palazzo Chigi «una situazione complessa». L’esecutivo sottolinea che «è necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale».
«Allo stesso modo – osservano le fonti della presidenza del Consiglio – occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili». A pagare le conseguenze dei blocchi, sottolinea Palazzo Chigi, sono anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori che rischiano danni economici mentre chiedono condizioni sostenibili per le proprie attività. Una contraddizione che rende urgente ricondurre la mobilitazione nell’ambito di un confronto ordinato.
Lollobrigida: «Ci sono infiltrazioni nelle mobilitazioni»
Sul fronte della sicurezza interviene anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che denuncia la presenza di infiltrazioni nelle mobilitazioni. «Ci sono infiltrazioni all’interno di queste mobilitazioni che rendono pericolosa la situazione», afferma, indicando la necessità di «sbloccare l’Italia e dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze».
Il ministro invita inoltre a verificare i precedenti dei promotori delle proteste: «Bisogna guardare i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario…». Il Viminale ha richiamato l’attenzione di prefetti e questori delle province interessate sui possibili fenomeni di infiltrazione criminale, mentre l’opposizione chiede alla presidente del Consiglio di riferire in Aula.




