Il legale: «Nessuna omissione o errore diagnostico o terapeutico»
«Non sono ravvisabili profili di colpa generica o professionale, né omissioni o errori diagnostici o terapeutici». È quanto emerge, secondo l’avvocato Gabriele Di Criscio, dalla consulenza tecnico-autoptica sulla morte di Antonia Francesca Tucci, la 24enne deceduta al Cardarelli di Napoli dopo un intervento chirurgico.
«La consulenza tecnico-autoptica depositata il 5 ottobre 2026 nel procedimento relativo alla morte di Antonia Francesca Tucci esclude profili di responsabilità professionale a carico del primario Felice Pirozzi e del personale sanitario che ebbe in cura la paziente», sottolinea il legale, difensore del direttore di chirurgia generale dell’Ospedale Cardarelli, indagato insieme ad altri due medici della sua équipe per il decesso della giovane, avvenuto lo scorso 3 luglio in terapia intensiva dopo un intervento chirurgico in intramoenia.
«I consulenti hanno ritenuto corretti la gestione della fase preoperatoria, l’indicazione chirurgica e l’esecuzione dell’intervento. Hanno inoltre giudicato priva di censure la gestione postoperatoria della complicanza che rese necessario un secondo intervento, anch’esso eseguito tempestivamente e correttamente. In conclusione, affermano che non sono ravvisabili profili di colpa generica o professionale, né omissioni o errori diagnostici o terapeutici». «La condotta dei sanitari – conclude l’avvocato Di Criscio – è giudicata diligente, perita e prudente; le complicanze che hanno condotto al decesso non risultano dipendenti dalla loro condotta e furono affrontate secondo le buone pratiche clinico-assistenziali».



