Per Ludovica Ferraro, recitare è più di un mestiere, è un atto di responsabilità e determinazione. Lo riassume bene la frase scelta per la sua bio di Instagram: «Un po’ borghese ma con la cazzimma». Un’espressione nata durante gli anni dell’accademia a Milano, quando un suo maestro le fece notare come, dietro un aspetto educato e composto, si celasse una forza capace di “atterrare tutti”. Per lei, quella “cazzimma” è la voglia di farcela e la determinazione positiva che la guida in ogni sfida.
Il film La Salita e l’importanza delle radici teatrali
Dal 9 aprile, Ludovica è sul grande schermo con “La Salita” di Massimiliano Gallo. Un’esperienza corale che continua ad arricchirla: «Ogni volta che rivedo questo film capisco qualcosa, noto un dettaglio nuovo». Lavorare accanto a professionisti come Mariano Rigillo e Massimiliano Gallo è stata un’opportunità di crescita basata sull’ascolto.
Il film rivendica inoltre l’importanza della formazione teatrale. Secondo l’attrice, il teatro non deve essere screditato nel mondo del cinema, ma visto come la base fondamentale per costruire qualsiasi linguaggio espressivo.
Il dualismo tra palcoscenico e macchina da presa
Ludovica vive una doppia dimensione artistica:
- Il Teatro: le regala il “qui ed ora”, un contatto vivo e impareggiabile con il pubblico che la connette con il mondo esteriore.
- Il Cinema: le ha permesso di entrare in confidenza con la macchina da presa, scoprendo un mondo interiore più intimo e profondo.
Pensiero e azione: la laurea in Filosofia
Un elemento distintivo del suo percorso è la laurea in filosofia conseguita con il massimo dei voti. Questo percorso di studi le ha fornito un maggiore senso critico indispensabile per analizzare i testi e interpretare le dinamiche sociali e storiche del nostro tempo. Tuttavia, Ludovica sottolinea la necessità di bilanciare la teoria con la pratica: «Bisogna sì pensare, però anche agire».
Il “fattore fortuna” e la realtà del mercato
Con estrema sincerità, Ludovica analizza le difficoltà del settore oggi, citando la carenza di finanziamenti e le complicazioni legate al tax credit. In un mercato dove “chi prende la parte è uno su cento”, Ludovica dichiara:
«La preparazione è fondamentale, ma serve anche fortuna. Sapere questo mi aiuta a vivere i provini con più divertimento e meno ansia, cercando di dare il massimo con serenità».
Incontri del destino: “The Resurrection” di Mel Gibson
Tra i progetti più recenti spicca la partecipazione a “The Resurrection” di Mel Gibson. Per Ludovica si è trattato di un cerchio che si chiude: a nove anni, vedendo “The Passion”, decise che avrebbe fatto l’attrice. Incontrare Gibson sul set è stato come veder passare “un po’ la vita davanti”.
Il progetto prende forma come il seguito diretto de The Passion of the Christ del 2004, e punta a diventare uno dei titoli più attesi dei prossimi anni. Il film è pensato in due parti, con la prima prevista per il 26 marzo 2027, in occasione del Venerdì Santo, e la seconda in arrivo il 6 maggio dello stesso anno, nel giorno dell’Ascensione.
Al centro del racconto ci sono gli eventi successivi alla crocifissione, con uno sguardo che si concentra sulla resurrezione di Cristo e su una dimensione più legata alla fede e ai suoi aspetti meno visibili. Accanto ai nomi internazionali, il cast include anche attori italiani come Riccardo Scamarcio e Kasia Smutniak.
Le riprese si sono svolte tra Roma, negli studi di Cinecittà, e diverse località del Sud Italia, con scenari come Matera, Craco e Pisticci, scelti per ricreare un’ambientazione che richiama la Gerusalemme antica.
Innovazione e Passione
I progetti di Ludovica non si fermano qui: è infatti protagonista di un corto innovativo su Bella ‘Mbriana, dove l’intelligenza artificiale muove gli attori per rendere l’opera accessibile anche attraverso la LIS (Lingua dei Segni Italiana).
Nonostante i periodi di fermo che possono scoraggiare, afferma convinta «Questi periodi belli li voglio valorizzare per tutto l’amore e la passione che ci metto».




