Finti corrieri sequestrano un 86enne e portano via 25mila euro: altri due arresti | Video

Due complici già condannati a 7 e a 11 anni di reclusione

Si presentarono alla porta come corrieri, ma dietro quel travestimento si nascondeva una rapina pianificata nei minimi dettagli. È l’episodio che ha portato all’esecuzione di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, gravemente indiziati di concorso in rapina e sequestro di persona.

Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del nucleo operativo di Napoli Bagnoli su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura partenopea. I fatti contestati si sono verificati nel quartiere Fuorigrotta, ai danni di un professionista di 86 anni.

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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel mese di marzo 2025 due individui, travestiti da corrieri, si erano introdotti nell’abitazione dell’anziano con il pretesto di dover consegnare un pacco. Una volta all’interno, avevano consentito l’ingresso di altri due complici. A quel punto la situazione era precipitata: l’86enne era stato immobilizzato con fascette in plastica mentre il gruppo si impossessava della somma di 25mila euro in denaro contante custodita nella cassaforte.

Per la stessa vicenda altri due partecipanti erano stati arrestati nei mesi scorsi. A settembre erano finiti in manette e, in primo grado, sono stati condannati rispettivamente a 7 e a 11 anni di reclusione. Con le misure eseguite nelle ultime ore, l’inchiesta segna un ulteriore sviluppo, delineando con maggiore precisione ruoli e responsabilità.

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Le indagini, avviate immediatamente dopo i fatti nel marzo 2025, si sono articolate in intercettazioni di comunicazioni e di conversazioni telefoniche e tra presenti, perquisizioni domiciliari, raccolta e analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati in zona, oltre all’escussione di diversi testimoni e persone informate sui fatti. Questo complesso lavoro investigativo ha consentito di ricostruire l’intera fase organizzativa ed esecutiva dell’attività delittuosa, come si legge in una nota a firma del procuratore Nicola Gratteri.

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