Dario Sansone e il viaggio di «Restiamo in piedi»: un tour tra radici, voce e visioni

Dal nuovo singolo un percorso live intenso e necessario

Quando Dario Sansone annuncia un nuovo progetto, non è mai un semplice aggiornamento discografico. È un movimento, un cambio di passo, un nuovo capitolo che si apre con la naturalezza di chi vive la musica come un’estensione del proprio corpo.

Con «Restiamo in piedi», il singolo che dà il titolo al tour in partenza il 13 febbraio dall’Auditorium Novecento di Napoli, Sansone torna a mettere al centro la sua voce più autentica: quella che non racconta solo storie, ma attraversa emozioni, ferite, resistenze. «Restiamo in piedi Tour» è un invito a ritrovarsi, a riconoscersi nelle crepe, nelle fragilità, nelle resistenze quotidiane, a ricordare che la musica può ancora essere un luogo di incontro, di cura, di presenza.

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«Restiamo in piedi» è un brano che sembra nascere da un’urgenza interiore. La struttura è essenziale, costruita su un groove che affonda nel blues più viscerale: non quello levigato, ma quello che pulsa come un cuore ostinato. La voce di Sansone si muove tra italiano e dialetto napoletano con naturalezza, come se i due linguaggi fossero due vene della stessa emozione. È una canzone che ti resta accanto, che ti dice: nonostante tutto, prova a restare in piedi.

L’incontro con Emergency: due linguaggi che parlano la stessa urgenza

Il singolo trova una risonanza naturale nel sostegno a «Emergency», presente in tutte le tappe del tour con i propri banchetti informativi. L’organizzazione, impegnata da anni nel portare cure medico-chirurgiche nelle zone colpite dai conflitti, sta promuovendo la campagna «R1PUD1A», dedicata alla cultura della pace e all’articolo 11 della Costituzione. Il legame con «Restiamo in piedi» è immediato: se la canzone invita a non cedere alla resa interiore, Emergency lavora ogni giorno per rimettere in piedi chi vive le ferite più reali e profonde.

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Due mondi diversi che, per una sera, condividono lo stesso spazio e la stessa urgenza. Ed è proprio qui che entra in gioco il concetto di «R1PUD1A»: un invito a lasciare andare ciò che ci spegne, ciò che ci piega, ciò che ci allontana dalla nostra parte più viva. Un gesto artistico prima ancora che etico, che Sansone trasforma in musica senza retorica.

Il tour: un viaggio che intreccia radici, racconti e nuove direzioni

Il tour di presentazione non è pensato come una semplice sequenza di date, ma come un percorso emotivo. Sul palco, Sansone porterà i brani di «Santo Sud», il suo album solista del 2025, intrecciandoli con nuove versioni delle canzoni storiche dei «Foja», ripensate in una formazione essenziale: voce, chitarra, violino e contrabbasso. È una scelta che toglie tutto ciò che è superfluo e lascia solo ciò che vibra. Un ritorno alla materia viva della musica, alla dimensione più intima del suonare insieme, a quella zona in cui la voce non è più solo voce, ma presenza.

Ogni concerto diventa così un rito collettivo: un luogo in cui la fragilità non è un difetto, ma un punto di contatto. Ad aprire le serate ci saranno i «Guappecarto», una delle realtà più magnetiche della scena tzigano-mediterranea. Il loro sound è un viaggio senza mappe: archi nomadi, ritmi erranti, melodie che sembrano nate per strada e poi cresciute sui palchi del mondo. La loro presenza non è un semplice «open act»: è un preludio emotivo. Un modo per preparare il pubblico a un concerto che non vuole essere solo ascolto, ma immersione.

Restiamo in Piedi Tour: le date

13 febbraio Napoli, Auditorium Novecento, biglietti: https://bit.ly/3YkrbcB
14 febbraio Trentinara (Sa) – Terrazza del Cilento – ingresso gratuito
19 febbraio Torino, Off Topic, biglietti: https://link.dice.fm/m020a24f1faf
20 febbraio Milano, Arci Bellezza, biglietti: https://link.dice.fm/eda8d4164c98
21 febbraio Colle Val d’Elsa (SI), Bottega Roots, ingresso gratuito
22 febbraio Roma, Sparwasser, biglietti in cassa

Dario Sansone: un artista che non smette di attraversare i linguaggi

Sansone è una figura trasversale della scena italiana: musicista, disegnatore, regista, autore, direttore artistico. Con i «Foja» ha contribuito a rinnovare il folk-rock partenopeo; nel cinema ha firmato videoclip, cortometraggi e co-diretto «Gatta Cenerentola», presentato alla «Mostra del Cinema di Venezia» e premiato ai «David di Donatello».

Le sue musiche sono apparse in serie come «Gomorra» e «Mare Fuori», e le sue collaborazioni spaziano da Enzo Gragnaniello a Daniele Sepe, da Pauline Croze a Omar Sosa. Tutto questo ritorna in «Restiamo in piedi»: un brano che non è solo una canzone, ma un frammento di un mondo più grande, costruito da un artista che non ha paura di guardare il presente negli occhi.

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