Cautela dagli europei. Rutte: non si è parlato di sovranità
Dalla minaccia di una frattura diplomatica a un possibile compromesso. La questione della Groenlandia, al centro delle tensioni, viene ora incanalata in un negoziato che, secondo Washington, soddisfa le richieste statunitensi. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato su Truth Social il raggiungimento di un accordo con la Nato sulla grande isola artica. Un’intesa che, nelle parole del capo della Casa Bianca, risponderebbe pienamente alle aspettative di Washington e allontana sia l’ipotesi di nuovi dazi contro i paesi europei che avevano mandato i loro soldati a Nuuk sia quella di un intervento militare in Groenlandia.
Nelle ore precedenti l’atmosfera restava però tesissima. Una conferenza stampa del segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, aveva contribuito ad alimentare lo scontro, con la definizione della Danimarca come «irrilevante». In mattinata, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, aveva assicurato di essere al lavoro su una soluzione capace di disinnescare il caso, invitando al tempo stesso gli alleati europei a concentrare l’attenzione sul conflitto in Ucraina.
Nel discorso pomeridiano, molto atteso a Davos, Trump ha adottato toni più concilianti, escludendo l’opzione militare per l’annessione della Groenlandia e parlando piuttosto della volontà di acquistarla. Poche ore dopo è arrivato l’annuncio dell’accordo, del quale restano ancora pochi dettagli ufficiali. Secondo il New York Times, l’intesa sarebbe modellata su quella che consente alla Gran Bretagna di mantenere basi militari a Cipro, prevedendo una sovranità limitata ad alcune aree destinate alla presenza statunitense. In un’intervista alla Cnbc, lo stesso Trump ha spiegato che sull’isola verrà costruito un «Golden Dome», destinato a diventare «il più grande scudo missilistico di sempre».
Intesa sulla Groenlandia: reazioni europee tra cautela e silenzi
Nonostante le parole di Washington, dalle cancellerie europee le reazioni restano improntate alla prudenza, in attesa di comprendere la reale portata dell’intesa. Nei corridoi del Centro Congressi di Davos, leader come il presidente finlandese Alexander Stubb hanno evitato di commentare, preferendo non esporsi mentre le trattative sono ancora in corso.
Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha accolto con favore il ritiro delle minacce militari. «Ora sediamoci e capiamo come affrontare le preoccupazioni americane in materia di sicurezza nell’Artico nel rispetto delle linee rosse del Regno di Danimarca», ha dichiarato. Più misurata la posizione del ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil: «È positivo che siano impegnati nel dialogo, ma dobbiamo aspettare un po’ e non illuderci troppo presto».
Sovranità e sicurezza
Sul tema più delicato, quello della sovranità, Rutte ha chiarito che «non è stata sollevata» durante i colloqui avuti con Trump. Intervistato da Fox News, il segretario generale ha ribadito che il presidente statunitense è concentrato «su ciò che dobbiamo fare per proteggere questa vasta regione artica, dove sono in atto cambiamenti e dove cinesi e russi stanno diventando sempre più attivi». «Questo è stato il fulcro delle nostre discussioni», ha aggiunto, precisando che «abbiamo un buon accordo per iniziare a lavorare concretamente su queste questioni», ma che «c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere un accordo effettivo».
Una linea confermata anche dalla prima ministra danese, Mette Frederiksen, che ha ribadito la volontà di perseguire «un dialogo costruttivo con i suoi alleati» sulla sicurezza della Groenlandia e dell’Artico, nel rispetto della «integrità territoriale» del Paese. «Possiamo negoziare tutti gli aspetti politici: sicurezza, investimenti, economia. Ma non possiamo negoziare la nostra sovranità. Sono stata informata che non è stato così», ha spiegato la premier, dopo l’annuncio di Trump sulla bozza di accordo con la Nato.
Frederiksen ha inoltre sottolineato di aver coordinato i contatti con il governo groenlandese durante l’intero processo e di aver mantenuto uno stretto dialogo con l’Alleanza atlantica. «Ho parlato regolarmente con il segretario generale della Nato Mark Rutte, in particolare prima e dopo il suo incontro con il presidente Trump a Davos», ha precisato, ribadendo che il Regno di Danimarca intende continuare il confronto sulla sicurezza nell’Artico, incluso il Golden Dome statunitense, «a condizione che ciò avvenga nel rispetto della nostra integrità territoriale».




