Manovra, Meloni: «Gran parte delle risorse su potere d’acquisto e potenziamento salari»

La premier: «Paghiamo 40 miliardi di Superbonus»

Il governo prosegue nella ricerca delle coperture necessarie per sostenere gli emendamenti alla manovra presentati dalla maggioranza. Serve circa un miliardo di euro, per lasciare il testo con i saldi finali invariati a 18,7 miliardi di euro come richiesto dal Mef. Una metà dovrebbe arrivare dall’intesa in via di perfezionamento con banche e assicurazioni per ampliare il loro contributo alla legge di bilancio, o sotto forma di anticipi di imposta o tramite il rinvio di sconti fiscali.

In attesa di avere certezza dei fondi, le ultime giornate in Commissione Bilancio in Senato sono state scandite dal dibattito su provvedimenti che non riguardano tanto il nodo delle coperture quanto scelte di posizionamento politico: dalla questione della titolarità dell’oro di Bankitalia alla possibile reintroduzione della cannabis light, poi cassata. Mentre le opposizioni, a partire dal Pd, hanno chiesto il ritiro della parte del testo che riguarda l’introduzione dei Lep, i livelli essenziali di prestazione, sulla scorta delle osservazioni formulate dagli enti locali nei loro pareri.

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Gli emendamenti del governo

La prossima settimana il lavoro della Commissione a Palazzo Madama dovrebbe entrare nel vivo, ma prima delle votazioni bisognerà attendere gli emendamenti del governo chiamati a rivedere una serie di questioni: dagli affitti brevi per finalità turistiche, su cui la maggioranza ha trovato un’intesa, alla tassazione dei dividendi delle holding, fino alle compensazioni fiscali.

E poi si attende una possibile riformulazione del Mef dell’emendamento di FdI che specifica «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono al Popolo Italiano». La Bce ha espresso dubbi valutando «non chiara la finalità concreta» del testo e invitando le autorità italiane «a riconsiderare la proposta» anche per «preservare» l’indipendenza della banca centrale.

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Senza le modifiche attese da parte del governo, dovrebbero arrivare tra giovedì e venerdì, difficilmente la Commissione inizierà a votare gli emendamenti. L’obiettivo della maggioranza è quello di far approdare il testo in Aula in Senato a partire da lunedì 15 dicembre, ma la tempistica potrebbe anche slittare di qualche giorno, con conseguente possibile passaggio alla Camera per l’ok definitivo nei giorni che precedono Capodanno.

Compensazioni e dividendi

«Ci stiamo concentrando su alcune questioni che sono state segnalate anche dal mondo delle professioni e delle imprese. La prima riguarda le cosiddette compensazioni. La norma prevede che i crediti d’imposta non possono essere compensati con i contributi sia Inps sia Inail; ci si sta orientando a eliminarla e questo è un primo dato», spiega il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo, viceministro dell’Economia.

«La cosa più complessa di questa legge di bilancio – sottolinea – è legata proprio alle coperture, una manovra di 18,7 miliardi che ci sta portando fuori dalla procedura di infrazione. Altro tema su cui si sta ragionando è quello dei dividendi, l’esenzione deve valere non solo per l’Ires ma anche per l’Irap: ora abbassiamo la soglia dal 10% al 5% e stiamo valutando il costo della partecipazione».

La questione salari

La prossima settimana sarà anche quella dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre contro una manovra che valuta «ingiusta». Il segretario Maurizio Landini, che sarà in piazza a Firenze, sottolinea: il tema dei salari è «un’emergenza nazionale» ed è una delle basi della piattaforma «dello sciopero generale». Uno studio della Fondazione Di Vittorio intanto segnala che dal 1991 al 2024 i salari in Italia sono diminuiti del 2,4%, pari a 831 euro; contemporaneamente in Francia sono cresciuti del +10,23% ovvero di 10.866 euro, in Germania del +13,61% pari a 12.442 euro e in Spagna del +4,06% pari a 2.836 euro.

Completamente diversa la valutazione sul testo della Cisl, che il 13 dicembre a Roma chiuderà il suo «Cammino della responsabilità». La segretaria Daniela Fumarola sostiene: «È una manovra molto light. Questo lo sapevamo, ma contestualmente abbiamo chiesto al governo di dedicare quelle poche risorse a lavoratori, famiglie, imprese, pensionati, e in qualche modo, alcune risposte noi le abbiamo avute».

Meloni: «Gran parte delle risorse sul potenziamento dei salari»

Nella manovra «abbiamo concentrato la gran parte delle risorse sul potere d’acquisto e sul potenziamento dei salari» dice la premier Giorgia Meloni al Tg La7. «Nello stesso anno nel quale io faccio una legge di bilancio che vale 18,7 miliardi di euro, ne pago 40 miliardi di Superbonus», dice la premier Giorgia Meloni al Tg La7.

«Sono contenta che l’opposizione oggi scopre il problema, ma l’8,8 di calo dal 2021 è stato in gran parte accumulato nel 21-22 quando ci fu il picco straordinario dell’inflazione. Dal 2023, quando già c’era questo governo, i salari hanno ripreso a crescere più dell’inflazione, nel 2024 sono cresciuti del 2%», aggiunge. «Quando l’Istat calcola il salario reale lo fa sul lordo, le misure che abbiamo fatto (il cuneo fiscale, l’accorpamento delle aliquote, i fringe benefit, la detassazione dei premi di produttività) incidono sul netto», sottolinea Meloni.

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