Largo Maradona, la telenovela continua: nuove proteste degli esercenti

Il Comune: «Non è stato presentato alcun progetto»

Nuova chiusura in vista – a partire dall’Immacolata – per Largo Maradona, la piazza dei Quartieri Spagnoli a Napoli che ospita il murale dedicato all’indimenticato campione argentino meta ogni giorno di turisti in processione e al centro di un contenzioso tra il Comune e i commercianti della zona. A metà ottobre la prima puntata della protesta dopo il blitz della Municipale che portò al sequestro di magliette e gadgets.

La risposta degli animatori del luogo fu un lenzuolo bianco calato dall’alto a coprire il volto del murale di Maradona. Un telone blu, inoltre, fu disposto a copertura della cappella dove si trovano i cimeli e le statue dedicate all’ex campione del Napoli e dell’Argentina. La protesta rientrò dopo una trattativa tra il Comune, i proprietari dell’area e gli ambulanti sulla riqualificazione e la concessione di una licenza come posto fisso per le due unità mobili presenti sul luogo.

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«Ad oggi, 4 dicembre – la tesi dei commercianti pubblicata sui social – a distanza di circa due mesi, nonostante i nostri impegni assunti e portati avanti, l’Amministrazione Comunale nulla ha fatto per farci riprendere le attività, nonostante le rassicurazioni ricevute. Pertanto, dal ponte dell’Immacolata in poi, e fino a quando non riceveremo assicurazioni tali da farci riprendere le attività commerciali, in forma di protesta l’area non sarà più fruibile a chiunque».

La replica di Palazzo San Giacomo

Poco dopo è arrivata la replica del Comune di Napoli. «In data 11 novembre – la precisazione contenuta in una nota – il tecnico incaricato è stato ricevuto presso l’Area Urbanistica del Comune di Napoli. In tale occasione sono stati definiti i contenuti della documentazione e del progetto da presentare per la regolarizzazione delle attività insistenti sull’area, attraverso la stipula di una convenzione. Nonostante gli esercenti avessero assicurato di disporre della documentazione tecnica necessaria – come ribadito nella nota da loro diffusa oggi – a quasi un mese dall’incontro e dopo numerose sollecitazioni non è stato presentato alcun progetto né alcuna documentazione».

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Con «riferimento ai verbali elevati durante gli ultimi controlli, si evidenzia che non è stato presentato alcun ricorso amministrativo. È pervenuta, via pec e in forma irrituale, una richiesta di annullamento in autotutela dei verbali, che non può trovare accoglimento. Tale richiesta, tuttavia, non costituisce motivo ostativo alla definizione del procedimento in corso, volto alla regolarizzazione delle attività proponenti».

«Il Comune di Napoli – prosegue la nota – ribadisce che non appena sarà presentato il progetto completo della documentazione richiesta, si procederà con la massima celerità al suo esame. Quanto ai verbali, qualora venga proposto formale ricorso presso le autorità competenti, l’Amministrazione comunale farà valere le proprie ragioni e accetterà le decisioni che verranno assunte. L’Amministrazione resta disponibile, come già chiarito, a valorizzare l’area attraverso percorsi di regolarizzazione e tutela delle attività che animano il quartiere».

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