La libertà che ci spaventa: quando una scelta di vita diventa scandalo

La natura come rifugio e come minaccia per la nostra normalità

La libertà fa scandalo solo quando non è la nostra. In un Paese che si proclama moderno e tollerante, basta una capanna nel bosco per far tremare i polsi della civiltà. Una famiglia sceglie di vivere lontano dall’asfalto e subito si attiva la macchina del sospetto: niente servizi, niente comodità, quindi devianza, inciviltà, forse addirittura pericolo. Non conta se i figli stanno bene, se vivono in armonia con la natura, se magari imparano più dal vento che da un registro elettronico: conta che la loro vita non assomiglia alla nostra. E questo, oggi, sembra già sufficiente per far scattare l’allarme.

Punti Chiave Articolo

La verità è che la società urbana mal sopporta chi devia dal percorso prestabilito. Il bosco diventa minaccia perché ci ricorda che un’alternativa esiste. In un tempo in cui tutti proclamano libertà ma pretendono conformismo, la famiglia che sceglie il verde invece del cemento diventa bersaglio, epitome del sospetto collettivo. Non li si giudica per ciò che fanno, ma per ciò che rappresentano: un rifiuto implicito dell’ordine dominante, del comfort elevato a credo, dell’igiene trasformata in religione. E allora scatta la punizione: togliere i figli, «verificare», controllare. Perché l’autonomia fa più paura della miseria.

Pubblicità

Un modello diverso

Il paradosso è evidente: viviamo immersi in inquinamento, precarietà, ansia sociale, ma ci indigniamo davanti a chi tenta una fuga dal modello che ci consuma. Difendiamo la natura nelle piazze e la temiamo quando qualcuno decide di abitarla. Siamo pronti a venerare il bosco nelle pubblicità della domenica, purché resti lontano, addomesticato, decorativo. Non deve diventare stile di vita, non deve smascherare il vuoto delle nostre certezze.

In fondo questa non è la storia di una famiglia, ma il ritratto di un Paese che tollera tutto tranne la diversità autentica. L’igiene diventa alibi, la tutela dei bambini scudo retorico, la legge strumento per riportare le pecore smarrite nell’ovile urbano. Non stiamo proteggendo nessuno: stiamo difendendo noi stessi dall’idea che esista un modo diverso magari perfino migliore di abitare il mondo. La domanda è semplice: siamo davvero così civili, se ci spaventa così tanto chi decide di vivere libero?

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Salerno, il sindaco Napoli verso le dimissioni. De Luca prepara il ritorno

Per il Comune commissariamento fino alla prossima primavera Sono attese già in giornata le dimissioni di Vincenzo Napoli da sindaco di Salerno. Il primo cittadino...

Al Pascale di Napoli intervento storico: effettuato il primo prelievo di cornee

La svolta grazie all'ingresso nella rete trapianti della Regione Per la prima volta nella sua storia, l’Istituto dei tumori di Napoli ha effettuato un prelievo...

Ultime notizie

«Nun sputà ’nciél ca ’nfaccia te torna»: origine e significato di un detto napoletano

Un monito profondo che parla di rispetto, conseguenze e responsabilità Tra i tanti detti popolari napoletani che hanno attraversato generazioni, uno dei più evocativi e...

Tony Colombo conquista il 2° posto Fimi con «Predestinato»

Otre 2.8 milioni di streaming su Spotify «Predestinato», il nuovo album di Tony Colombo, debutta direttamente, nella classifica FIMI al 2° posto nella Classifica Album...

Sicurezza, dal prefetto Di Bari ordinanza per zone rosse in 7 città

Calano i reati in 14 comuni, in lieve aumento in altri 6 Nella mattinata odierna, presieduta dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è...