Per una Campania davvero a misura di bambino più verde, più spazi, più futuro

Scelte miopi hanno lasciato i minori senza servizi e luoghi adeguati

Oggi, nella Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, chiediamoci seriamente che cosa la Campania – la nostra terra – abbia realizzato per i bambini negli anni in cui la sinistra ha governato stabilmente la città da oltre cinquant’anni e la Regione per quasi vent’anni su un arco di venticinque.

Per decenni, le politiche regionali hanno ignorato la povertà educativa: nessuno sforzo reale per ridurre la disuguaglianza tra i minori, mancanza di investimenti nei servizi educativi, nelle scuole, nelle biblioteche di quartiere. Il risultato è che una fetta significativa dei nostri giovani vive in un contesto di grave disagio: in Campania, oltre il 37 per cento dei minori è in povertà relativa.

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Ma non è solo un problema economico: è soprattutto uno spazio negato. Il verde urbano – quel bene fondamentale per la salute fisica e mentale dei bambini – è una risorsa scarsa e mal distribuita. Nelle cinque province della Campania, secondo Legambiente, l’estensione di grandi parchi urbani, verde attrezzato e verde storico arriva a una media di soli 6,2 metri quadrati per abitante, molto al di sotto della media nazionale di 12 metri quadrati per persona.

Secondo l’osservatorio «Con i Bambini», nelle principali città del Mezzogiorno molti comuni non arrivano neanche a 100 metri quadrati di verde urbano per minore (0-17 anni). I dati di Openpolis confermano una spaccatura netta: nelle città del Nord l’offerta di verde attrezzato, parchi e giardini storici è molto più alta rispetto al Sud.

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Questa è una politica urbana che sacrifica i nostri bambini sull’altare della rendita e del cemento, senza visione. Non è un caso che il verde attrezzato, gli spazi reali dove un bambino può giocare e crescere, sia così esiguo proprio dove la povertà educativa morde di più. Eppure, possiamo fare di meglio.

Possiamo offrire un sogno diverso:

  • La Regione e il Comune devono impegnarsi in un piano pluriennale per raddoppiare nei prossimi 5 anni la superficie di verde pubblico attrezzato per l’infanzia: parchi, giardini gioco, aree verdi sicure nei quartieri densamente popolati.
  • Creazione di un fondo regionale per il verde educativo, che investa non solo in alberatura ma anche in progetti di rigenerazione urbana: orti scolastici, biblioteche all’aperto, spazi di apprendimento e aggregazione per minori.
  • Realizzazione di un Osservatorio per la povertà educativa minorile, con dati annuali pubblici e trasparenti, per monitorare gli effetti delle politiche ed evitare che il problema resti una statistica invisibile.
  • Garantire che ogni piano urbanistico comunale preveda aree verdi a misura di bambino, con standard minimi di metri quadrati per minore, basandosi su modelli europei già sperimentati nelle città più «child-friendly».

Non chiediamo privilegi: chiediamo giustizia. Non chiediamo alibi: chiediamo responsabilità. Non chiediamo promesse vuote: chiediamo un piano, una visione, un sogno concreto. Oggi, in questa giornata dedicata ai diritti, lanciamo un segnale forte: i nostri bambini non sono un optional. Meritano spazi, educazione, futuro. Ed è nostro dovere costruire per loro una Campania degna, non di cemento, ma di speranza.

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