Lo strano concetto di pace: manifestare per Gaza devastando Milano

Tensioni anche a Torino, Bologna, Marghera e Napoli

Una violenza urbana come a Milano non si vedeva da 10 anni, dal corteo No Expo del primo maggio del 2015 quando, nel giorno dell’inaugurazione dell’Esposizione universale, la città visse un lungo pomeriggio di scontri. Non c’è stata la stessa scia di pesanti devastazioni di quel corteo infiltrato da Black Bloc da tutta Europa, ma ci sono state decine di feriti, circa 60, e otto persone portate in Questura dopo scontri dentro e soprattutto fuori alla stazione Centrale, oggetto di un vero e proprio assalto mirato ad opera di un gruppo di violenti, alcuni travisati.

Per distruggere la vetrata dell’ingresso principale hanno usato di tutto, transenne, cestini della spazzatura e bastoni. Addirittura si sono appropriati degli idranti delle forze dell’ordine. Dentro la stazione passeggeri impauriti.

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Meloni: «Violenze e distruzioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà»

Immagini che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito «indegne». «Sedicenti “pro-pal”, sedicenti “antifa”, sedicenti “pacifisti” che devastano la stazione e generano scontri con le Forze dell’Ordine. Violenze e distruzioni che nulla hanno a che vedere con la solidarietà e che non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani, che finiranno per subire e pagare i danni provocati da questi teppisti. Un pensiero di vicinanza alle Forze dell’Ordine, costrette a subire la prepotenza e la violenza gratuita di questi pseudo-manifestanti. Mi auguro parole chiare di condanna da parte degli organizzatori dello sciopero e da tutte le forze politiche».

Eppure il corteo, in occasione dello sciopero generale pro Gaza in tutta Italia, aveva radunato sotto la pioggia decine di migliaia di persone alla stazione Cadorna convocate dai sindacati di base: a sfilare con l’associazione dei giovani palestinesi anche tanti studenti, oltre che associazioni, centri sociali e cittadini comuni.

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Ma contrariamente a molte altre città in cui tutto si è svolto in modo pacifico, l’appuntamento milanese ha avuto una conclusione che di pacifico non ha avuto nulla. E la procura indaga su quanto accaduto. Prima il corteo ha attraversato il centro della città senza nessun momento di tensione, a parte qualche bandiera bruciata – degli Usa, di Israele e dell’Unione Europea – ma è stato all’arrivo nella principale stazione ferroviaria della città che si sono verificati gli scontri con ripercussioni anche sulla circolazione dei treni che hanno subito pesanti ritardi.

La frangia violenta e le devastazioni

Mentre a Torino e a Napoli i manifestanti sono riusciti ad arrivare sui binari forzando i cordoni della polizia ferroviaria, in Centrale a Milano le forze dell’ordine hanno chiuso tutti i varchi dello scalo respingendo la parte del corteo che voleva entrare. In mezzo a passeggeri spaventati che non sapevano più dove andare, la frangia dura del corteo è stata respinta fino al porticato d’ingresso dove sono iniziate le devastazioni. Vetrate rotte e lanci di oggetti verso le forze dell’ordine che hanno risposto con lacrimogeni.

Il lungo pomeriggio di scontri

Per buona parte del pomeriggio di ieri via Vittor Pisani, il lungo viale che da piazza Repubblica porta alla stazione, è stato teatro di continui scontri: le forze dell’ordine sono state bersaglio del lancio di bidoni della spazzatura, cubetti di porfido e anche biciclette in sharing. La situazione è tornata alla calma dopo oltre due ore, quando è stato organizzato un sit in pacifico che ha comunque impedito fino a sera la ripresa della normale circolazione verso la stazione.

Alla fine otto manifestanti sono finiti in Questura, una sessantina gli esponenti delle forze dell’ordine feriti, dei quali 23 portati in ospedale. Tre manifestanti sono stati arrestati dalla Polizia con le accuse di resistenza e danneggiamento aggravato su disposizione del pm di turno Elio Ramondini della Procura diretta da Marcello Viola. Provvedimenti, da quanto si è appreso, sono stati presi anche nei confronti di due minorenni indagati dalla Procura per i minori.

Le violenze hanno innescato una condanna politica bipartisan. Il sindaco Giuseppe Sala condanna «il vandalismo causato da frange violente» che «non trova giustificazione e certamente non aiuta la causa di Gaza» e auspica che siano identificati «il più in fretta possibile i responsabili di tutto ciò». La scientifica sta già visionando i filmati per arrivare all’individuazione di tutti responsabili.

In serata a Brescia scontri tra polizia e manifestanti quando il corteo pro-Gaza ha tentato di forzare il cordone che blindava la stazione. Gli agenti hanno caricato e lanciato lacrimogeni, allontanando i manifestanti, mentre contro le forze dell’ordine volavano bottiglie di vetro ed anche un cestino divelto.

Altri episodi di tensione in Italia

A Torino il corteo ha bloccato brevemente l’imbocco dell’autostrada A4 Torino-Milano. Momenti di tensione quando un automobilista non si è fermato e ha accelerato verso i dimostranti. La vettura è stata colpita con calci e pugni. Tensioni si sono registrate anche a Bologna e a Marghera.

Nel capoluogo emiliano quattro persone, tra le quali anche un minorenne, sono state arrestate in seguito ai disordini con le forze dell’ordine durante i cortei. Altre due persone sono state invece denunciate per blocco stradale, dopo lo stop dell’autostrada e della tangenziale, e tre per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. A Marghera invece i manifestanti che hanno tentato di entrare nell’area portuale sono stati dispersi con gli idranti.

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