Pd Campania: Piero De Luca candidato unico per la segreteria ma non mancano i mal di pancia

Domani scadono i termini per la presentazione delle candidature

Sciolti i nodi per la scelta di Roberto Fico come candidato alla presidenza della Regione Campania, seppur con qualche mal di pancia tra le varie anime del partito, il Pd si concentra sul congresso regionale, che chiuderà la fase di commissariamento, affidata nell’aprile del 2023 ad Antonio Misiani. Domani alle 12 scadono i termini per la presentazione delle candidature, più probabilmente della candidatura, quella del deputato Piero De Luca, che dovrebbe essere incoronato segretario a fine settembre.

Il figlio del presidente della Regione sta svolgendo in queste ore una serie di incontri con i dirigenti locali del partito e con alcune figure istituzionali, tra cui anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Ieri è partito l’iter per la nomina della commissione che dovrà vigilare sul corretto svolgimento del congresso. Degli undici componenti, sei fanno capo alla mozione Bonaccini e cinque sono stati indicati dall’area Schlein. Tra i bonacciniani anche due nomi molto vicini a Vincenzo De Luca e al suo vice, Fulvio Bonavitacola. La presidenza dovrebbe andare a Giovanni Iacone, storico dirigente del Pd napoletano e figura di garanzia.

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Nonostante la candidatura unitaria, non manca qualche frizione, in particolare sui nomi del presidente regionale e del vicesegretario, che dovranno essere scelti tenendo conto degli equilibri interni. Intanto si lavora alla lista dalla quale verrà fuori l’assemblea regionale, che sarà completata entro il 22 settembre. Dal 25 al 28, invece, si terranno i congressi nei circoli, che eleggeranno il nuovo segretario regionale.

Al di là della cronaca, il dato politico riguarda il peso che Piero De Luca avrù nella formazione della lista e, ironia della sorte, per esordire subito con un buon risultato, il deputato dem dovrà sbaragliare anche la concorrenza del padre ‘governatore’, che con la sua civica proverà a rosicchiare voti al partito di Schlein. La chiusura del cerchio intorno a Piero De Luca, nome inviso alla sinistra dem, che aveva anche minacciato una candidatura alternativa, apre di fatto la campagna elettorale del centrosinistra per le Regionali di novembre.

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Campo largo anche in Regione

Anche se Vincenzo De Luca continua a sconfessare lo ‘scambio’ tra la poltrona di segretario regionale al figlio Piero e il suo via libera alla candidatura dell’ex presidente della Camera, con l’avvio dell’iter congressuale sembrano caduti tutti i possibili ostacoli alla riproposizione del campo largo anche in Regione, sul modello già sperimentato al Comune di Napoli e in molte amministrazioni locali dell’area metropolitana.

In attesa dell’ufficializzazione del nome di Fico, che potrebbe arrivare in settimana, in coalizione ci saranno sicuramente Pd, M5s, Avs, Italia Viva, Psi e Noi di centro (Mastella). Non ci sarà invece il simbolo di Azione, dopo la scelta di Calenda di sfilarsi dalle alleanze con i pentastellati nelle regioni al voto. I ‘suoi’ consiglieri regionali, intanto, pensano di aggiungere al nome del gruppo la dicitura ‘Alleanza democratica – Campania popolare’, per potersi schierare con il centrosinistra e non dover raccogliere le firme per presentare la lista nel caso in cui il segretario nazionale non dovesse concedere il simbolo.

Oltre alle liste dei partiti, ci saranno quella del candidato presidente, quella che farà capo a Vincenzo De Luca e la cosiddetta ‘tenda dei moderati’, ispirata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha svolto il ruolo di federatore e garante della coalizione. Stando al toto-nomi delle ultime settimane, nel centrosinistra si va verso la riconferma della gran parte dei consiglieri uscenti.

I candidati

Tra le possibili new entry, nel Pd ci proveranno la presidente del Consiglio comunale di Napoli ed ex consigliera regionale, Enza Amato, e il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno. Nel M5s potrebbero aprirsi le porte del Consiglio regionale all’ex collaboratrice di Fico alla Camera, Laura De Vita, oltre a tre dei sette eletti nel 2020 (gli altri quattro hanno lasciato il M5s nel corso della consiliatura).

Per provare a vincere la sua sfida personale con il Pd, De Luca potrebbe schierare, tra gli altri, l’assessore alla Scuola Lucia Fortini e, forse, il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero, escluso dal commissario del Pd a Caserta, Susanna Camusso, dopo il caos legato al tesseramento gonfiato. Avs potrebbe rimandare in pista l’ex assessore comunale Sergio D’Angelo, mentre Iv punta a confermare i risultati ottenuti cinque anni fa riproponendo, accanto agli uscenti, l’ex sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto e Maria Grazia Di Scala, che a luglio ha lasciato FdI per entrare nel partito di Renzi. La vera sorpresa, però, potrebbe essere il ritorno in Consiglio regionale di Armando Cesaro, coordinatore campano di Iv, già consigliere regionale con FI e figlio di Luigi, ex senatore azzurro e presidente della Provincia di Napoli.

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