Lavoro sicuro e salari dignitosi: la sfida del Governo alla vigilia del Primo Maggio

La premier: «Pensiamo a interventi concreti, morti inaccettabili»

Un segnale in vista della Festa del Lavoro. È quello che Giorgia Meloni punta a dare e per il quale il Governo è a caccia di risorse da destinare in primis alla sicurezza. «Pensiamo a interventi concreti – dice la premier – perché è inaccettabile che ogni giornata sia scandita da morti e infortuni». Il Governo starebbe dunque lavorando a un intervento, come accadde nel 2023 con il decreto Primo Maggio e il ddl collegato lavoro. E in particolare punterebbe allo sblocco di alcuni fondi che potrebbero essere nell’ordine di alcune centinaia di milioni. La destinazione sarebbe poi decisa in seguito a un confronto con le parti sociali al momento non ancora in calendario.

Si cercano, dunque, le risorse, che, secondo un’ipotesi che, però, alcuni nella maggioranza ritengono poco percorribile per l’impatto su conti e debito, potrebbero arrivare da avanzi di bilancio Inail. La questione coperture sarebbe, dunque, ancora aperta.

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Oltre ai fondi per interventi mirati, tra le ipotesi alle quali si starebbe lavorando ci sarebbe anche quella di un’intensificazione dei controlli. Del resto quella delle morti sul lavoro è una strage quotidiana che vede anche in queste ultime ore una nuova vittima. Si tratta di un operaio di 35 anni ucciso dal braccio meccanico della gru che guidava in un cantiere edile nel Cremonese.

La sfida sui salari bassi

Ma c’è altro oltre alla drammatica questione della sicurezza. «Le famiglie stentano, i salari sono insufficienti», sottolinea il capo dello Stato, Sergio Mattarella, visitando un’azienda a Latina in occasione della celebrazione della Festa del lavoro. Le retribuzioni, dicono nel frattempo i numeri dell’Istat, sono ancora inferiori dell’8% rispetto a quelle di gennaio 2021.

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E proprio a partire da questi dati e dalle parole del presidente della Repubblica, le opposizioni compatte tornano in pressing perché il salario minimo torni al centro del dibattito mentre la Lega fa sapere che è pronta a presentare una propria proposta.

Le opposizioni

«Grazie al Capo dello Stato che si rende conto della realtà in cui vivono gli italiani», commenta da Avs Nicola Fratoianni. Ad andare all’attacco è anche la segretaria Dem Elly Schlein. «Sotto i 9 euro – ribadisce – non è lavoro ma sfruttamento», e noi «continueremo a insistere su lavoro dignitoso, giuste retribuzioni, salario minimo». «I nostri salari – dice il leader M5s Giuseppe Conte – sono sempre più bassi, lo denuncia anche il presidente Mattarella. Ma il Governo se ne disinteressa, non vuole il salario minimo legale per tutti ma solo il piano di riarmo». E ribadisce la necessità di un salario minimo anche il leader di Azione Carlo Calenda.

La maggioranza

Un punto sul quale nella maggioranza si smarca Noi Moderati: «Non sia un tabù», dice il coordinatore politico Saverio Romano. Quello dei salari poveri «è un tema che per la Lega è prioritario e al centro della nostra azione politica» dice la responsabile lavoro del partito», Tiziana Nisini, annunciando una prossima iniziativa della Lega. È ancora ferma, intanto, in Senato, dopo l’ok della Camera, la legge delega in materia, diventata di maggioranza dopo lo stop a quella delle opposizioni.

Da capire se il centrodestra vorrà riprenderlo in mano. «Che vi siano dei salari a volte bassi lo sappiamo», evidenzia il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti. «Che oggi si possa dire come intervenire – aggiunge – è evidente che diventa quantomeno strumentale, nel senso che si potrebbe dire ‘alziamoli’, ma bisogna vedere dove si vuole intervenire, su quali tipi di salari si intende intervenire, quali sono le condizioni da cui derivano quei salari».

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