Sergio Ramelli, 50 anni dopo: il valore di una memoria scomoda

Ricordare Sergio Ramelli è una scelta: tra civiltà o barbarie

A cinquant’anni dal suo brutale assassinio, Sergio Ramelli resta un nome che pesa nella storia italiana. Pesa perché è memoria scomoda, perché impone domande scomode. E perché la sua storia rappresenta ancora oggi uno spartiacque per chi vuole davvero riconoscere tutte le vittime della violenza politica, senza distinzioni ideologiche, senza buoni e cattivi e senza volersi arrogare il diritto di distinguere tra la parte giusta e quella sbagliata.

Punti Chiave Articolo

Aveva 18 anni e un’idea controcorrente per quei tempi. Era un ragazzo di destra in un’Italia lacerata dagli Anni di Piombo, quando nelle piazze si urlava che «uccidere un fascista non era reato» e per questo fu aggredito a colpi di chiave inglese da chi riteneva per questo legittimo colpire chi non la pensava come lui. Dopo settimane di agonia, morì il 29 aprile 1975. Oggi, a distanza di mezzo secolo, la sua figura non può essere dimenticata né relegata a una commemorazione partigiana.

Pubblicità

Una democrazia matura

Il sacrificio di Sergio Ramelli ci interroga ancora: può una democrazia dirsi matura se seleziona le proprie vittime? Se tace su quelle che disturbano una certa narrazione storica? Ramelli non deve essere trasformato in icona, ma ricordato nella sua umanità e nel significato più profondo della sua morte: nessuna idea politica, nessun idealismo, nessuna rabbia sociale può giustificare l’uccisione di un giovane per mano di altri giovani.

Nel tempo della superficialità e della memoria corta, fare memoria di Sergio Ramelli significa scegliere. Scegliere da che parte stare: non più tra destra o sinistra, ma tra civiltà e barbarie, tra dialogo e intolleranza. È questa la vera eredità che Sergio ci ha lasciato. Un monito per i ragazzi di oggi e per una società che ha ancora bisogno di fare i conti con il proprio passato. Ramelli non deve essere usato, ma onorato. Non per dividere, ma per unire nel rifiuto di ogni fanatismo. Perché la vera lezione del suo sacrificio è che nessuna idea vale la vita di un ragazzo.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Camorra a Pomigliano, il gip infligge oltre 200 anni di carcere a 22 imputati

Stangata sui clan «Ferretti» e «Cipolletta» La Procura aveva chiesto 306 anni di carcere, il tribunale ne ha inflitti oltre due secoli: si chiude così...

Bimbo ricoverato al Monaldi, l’avvocato: «La mamma rassegnata, ora responsabilità»

Il legale: «Una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente» Il tempo della speranza lascia spazio a quello delle verifiche: dopo il...

Ultime notizie

Morte di Davide Carbisiero: il 18enne condannato per omicidio aggravato

Il gup supera la richiesta del pm e infligge 20 anni Non fu un incidente, ma un omicidio aggravato: così il giudice per l’udienza preliminare...

Dazi Ue-Usa, accordo di luglio congelato: l’Europa chiede certezze giuridiche

L'Italia chiede cautela e responsabilità Evitare «guerre commerciali» che «non servono a nessuno»: è questo il filo conduttore del primo confronto Ue-Usa al G7 dopo...

«Giustizia per Quentin»: sit-in davanti al Consolato Francese a Napoli

Giovedì 19 febbraio mobilitazione in via Crispi Verità, rispetto e giustizia: sono le parole chiave del sit-in "Giustizia per Quentin", in programma giovedì 19 febbraio...