Strategia italiana per le esportazioni: nuove rotte antidazi e dialogo con gli Stati Uniti

Piano del governo per espandere l’export senza abbandonare gli Usa

«Non dobbiamo lasciare il mercato americano e il mercato europeo, assolutamente. Però dobbiamo cominciare a guardare con maggiore intensità» ad altri mercati, «avendo una strategia»: Antonio Tajani presenta così a circa 1.600 aziende riunite in presenza e online il ‘Piano d’azione per l’accelerazione dell’export sui mercati ad alto potenziale’, l’iniziativa delineata dalla Farnesina in risposta al terremoto commerciale portato dalla minaccia di dazi Usa all’Europa.

Le tariffe sono pronte a scattare il 2 aprile: «Sarà la liberazione dell’America», secondo Donald Trump che tuttavia si è detto pronto a mostrare «flessibilità» mentre si prepara a parlare «a breve» anche con Xi Jinping.

Pubblicità

Nell’incertezza, il governo italiano ha costruito una strategia che punta innanzitutto a rafforzare la presenza italiana in mercati emergenti in Asia, Golfo, Africa, Balcani e America Latina. Ma che non prevede di abbandonare il mercato americano, puntando invece a più investimenti e importazioni dagli Usa come «ottimo scudo per continuare ad esportare negli Stati Uniti, cercando di riequilibrare la bilancia commerciale che oggi è a nostro vantaggio», anche attraverso una «strategia transattiva» con accordi su gas Gnl e difesa.

Mercati emergenti: le nuove rotte del commercio italiano

«Io credo che un dialogo con gli Usa possa essere utile» e anche il commissario Ue Sefcovic «ha un atteggiamento di chi vuole trattare. Non parlarsi è peggio certamente che discutere e confrontarsi», ha sottolineato Tajani, per il quale «non cambia l’obiettivo di arrivare a 700 miliardi di euro di export entro la fine di questa legislatura – siamo a 626 miliardi – nonostante quello che potrebbe accadere nel rapporto con gli Stati Uniti». Ma «se vogliamo raggiungere quell’obiettivo dobbiamo crescere fuori dai nostri mercati più forti», ha chiarito Tajani rivolgendosi ai rappresentanti delle imprese a Villa Madama con i vertici di Ice, Cdp, Sace e Simest e delle principali associazioni di categoria.

Pubblicità

Tra i Paesi individuati nella strategia ci sono «quelli che riteniamo possano essere mercati emergenti» che nel 2024 hanno già registrato una crescita dell’export: Turchia, Cina, gli Emirati Arabi, il Messico, l’Arabia Saudita, il Brasile, l’India, il Sud Africa, l’Algeria. A questi vanno aggiunte regioni quali l’Asean, i Balcani Occidentali, l’Africa, l’America Latina e l’Asia Centrale.

Misure operative per sostenere le imprese

Missioni istituzionali e imprenditoriali – ad aprile previste quelle in India e Giappone -, rafforzamento delle attività fieristiche, supporto finanziario all’export, stipula di accordi con catene distributive internazionali e piattaforme digitali, apertura di nuove sedi all’estero da parte delle agenzie del «polo dell’export»: queste alcune delle misure previste nel piano, che guardando ai mercati emergenti non intende abbandonare quelli «più maturi» in termini di presenza italiana: Svizzera, Regno Unito, Giappone, Canada e soprattutto, Stati Uniti. «Il governo può fare da pontiere ed essere ambasciatore dell’Europa verso l’Amministrazione Trump», sottolinea Tajani nella prefazione al piano.

Il rafforzamento della competitività

«Dobbiamo insistere per il dialogo e anche trattare eventuali concessioni, senza cadere nella tentazione delle rappresaglie». E assieme ai nostri partner europei, «reagire ai dazi Usa in stretto raccordo con la Commissione Europea e il Commissario al Commercio Sefkovic, in maniera proporzionale e non escalatoria, utilizzando gli strumenti a disposizione dell’Ue».

Con il commissario Ue, Tajani si è detto concorde nella decisione di rinviare di due settimane eventuali contromisure all’Unione europea. E proprio guardando all’Europa, il piano italiano chiede invece un «rafforzamento del mercato europeo e della sua competitività» e a un «aumento delle spese per la difesa, anche nell’ottica di rafforzare la cooperazione industriale con gli Usa in questo settore, acquistando prodotti militari americani senza dogmatismi», insieme a «incoraggiare la Commissione Europea a espandere la rete di accordi di libero scambio».

In sintesi, «il governo non lascerà solo neanche un imprenditore italiano che deve esportare o deve internazionalizzare», ha assicurato Tajani. E a testimonianza di questa vicinanza tra imprese e istituzioni, è già operativa una «unità per l’export» dedicata a dare informazioni alle imprese con un’email (export@esteri.it) e un numero di cellulare dedicato (+393490929568).

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Valter Lavitola al Riesame: con l’amicizia di Ranucci cercavo un riscatto sociale

L'ex editore: la bomba fu un’idea di Gomes Tavare Dal rapporto «di profonda amicizia con Sigfrido Ranucci» alla speranza «di potersi riabilitare» e ottenere «un...

Campi Flegrei, centrodestra campano da Musumeci e Piantedosi: «Grave non chiedere stato d’emergenza»

Sangiuliano: «Fico spieghi, grave danno per le popolazioni dei Campi Flegrei». Un confronto durato circa un’ora e mezza, interamente dedicato alla situazione dei Campi Flegrei...

Ultime notizie

Torre Annunziata, un centro culturale per i giovani nel ricordo di Pasquale D’Amelio

La proposta è stata trasmessa alla Commissione Straordinaria Non soltanto ricordare Pasquale D’Amelio, ma trasformare la sua lunga esperienza nel giornalismo e nell’editoria in un’opportunità...

Scampia, violenze su un bimbo autistico a scuola: indaga la Procura

La famiglia ha consegnato agli inquirenti audio e referti medici Un registratore nascosto nell’elastico dei pantaloni del figlio per capire che cosa accadesse realmente durante...

Gaia: l’evoluzione musicale di un’artista moderna

Una delle voci più versatili della nuova scena pop italiana Gaia Gozzi, nata a Guastalla nel 1997 e cresciuta in provincia di Mantova tra le...