Teatro San Carlo, l’addio polemico di Lissner: «In Italia politica troppo presente»

Il Soprintendente: Non è normale subire problemi tra Regione e Comune

«Sono stati anni intensi, segnati da grandi sfide ma anche da straordinari traguardi, resi possibili grazie al lavoro instancabile di un team eccezionale e alla passione di tutti coloro che ogni giorno contribuiscono alla vita di questo Teatro. Lascio il San Carlo con orgoglio e con la certezza che il suo futuro sarà luminoso».

Il ruolo della politica

Il saluto di Stephan Lissner a fine mandato come Soprintendente e direttore artistico è anche l’occasione per lanciare un messaggio chiaro: «In Italia particolarmente la politica è troppo presente nel mondo della cultura, spero che non interferisca troppo. Il nostro è un lavoro che ha bisogno di continuità e stabilità. Vorrei che questa squadra possa continua ad lavorare. I teatri devono difendersi e a volte bisogna saper dire no».

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I bilanci

Tra lunghi applausi e il tangibile affetto del Massimo («Mai uno sciopero, i lavoratori prima di tutto. Abbiamo raddoppiato il corpo di ballo»), il commiato del manager francese è l’occasione per ripercorrere anni non facili: dal ‘debutto’ con il Covid alla decadenza dopo il decreto che metteva uno stop agli over 70 e seguente battaglia legale vinta. Ma soprattutto, tiene a sottolineare, di successi anche dal punto di vista amministrativo con cinque bilanci in pareggio, 52 milioni di euro di patrimonio, biglietti in crescita.

«Non è stata sempre facile – minimizza elegantemente sui passaggi più irti del quinquennio – ma oggi non è il momento di riparlarne». A chi gli chiede di ricordare il momento più bello e quello più brutto dell’avventura napoletana, Lissner (già alla guida de La Scala e e dell’Opera di Parigi) risponde semplicemente: «C’est la vie!».

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Le fragilità

E parla delle ‘fragilità’ del Massimo napoletano: «Siamo un teatro del Sud, ed è questa la principale: i contributi non sono a livello dell’importanza del San Carlo, anzi dal mio arrivo sono calati. E poi non è possibile che tra Regione e Comune non vi sia unità, che si debbano subire le loro tensioni. Il ruolo dei privati? Per investire chiedono giustamente quella stabilità che le Istituzioni dovrebbero dare».

Lissner ha ringraziato il direttore generale Emmanuela Spedaliere, il coordinatore dell’area artistica Ilias Tzempetonidis, che in attesa del nuovo soprintendente continuerà a costruire la prossima stagione come stabilito l’ultimo consiglio di indirizzo della Fondazione presieduto dal sindaco Gaetano Manfredi. Arriva anche il prefetto di Napoli Michele Di Bari per congratularsi del lavoro svolto.

I successi

Oltre alle grandissime voci che hanno impreziosito le stagioni e le produzioni (‘a volte complicate’ e per le quali ha lodato il personale del teatro), Lissner ha voluto ricordare anche la piattaforma «On – Il Teatro delle Culture» per lo streaming, la nascita dell’Accademia di Canto Lirico, i nuovi Festival pianistico e di musica da camera, il progetto Officine San Carlo, polo di formazione per i mestieri del teatro. E dal punto di vista gestionale, i 2 milioni di euro di utile, i lavori di ristrutturazione, l’aumento degli stipendi, i «Suoni senza barriere», e a livello artistico il recente Premio Abbiati per «Rusalka».

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