Ruspe in azione: partita la demolizione della Vela Gialla di Scampia

Manfredi: «La città ha preso un impegno e lo sta mantenendo»

La riqualificazione del quartiere di Scampia a Napoli riparte dalla demolizione della Vela Gialla, uno dei tre edifici di questo tipo ancora in piedi. Dopo di questa, infatti, ad andare giù sarà quella Rossa e mentre la Celeste, teatro a luglio scorso del crollo di un ballatoio che costl tre morti e una dozzina di feriti alla comunità della periferia Nord del capoluogo campano, sarà ristrutturata e rimarrà come testimonianza di una architettura avveniristica che invece diventò simbolo di degrado.

Le ruspe sono entrate in azione questa mattina, alle 10.16, e entro la fine dell’anno l’area sarà pronta per nuovi insediamenti, con uffici, musei e negozi. Molta la commozione e la preoccupazione degli abitanti del complesso di edilizia popolare, costretti a lasciare le abitazioni dopo l’ordinanza di sgombero firmata a settembre 2024 dal sindaco Gaetano Manfredi.

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«Da qui è iniziato tutto. Ciao Bella Ciao». Cosi con questo slogan affisso su uno striscione sistemato sulla facciata della Vela Gialla, il Comitato Vele ‘saluta’ la struttura. Sulla facciata sono visibili anche tante scritte, messaggi lasciati qui da chi per decenni ha vissuto nella Vela e che dallo scorso autunno ha dovuto lasciare la propria abitazione.

Il sindaco: «Ce la stiamo mettendo tutta per cercare di risolvere un problema che esiste da decenni»

«È un giorno importante per Napoli, perché la città ha preso un impegno e lo sta mantenendo – dice il sindaco gaetano Manfredi ai cronisti – si incomincia a demolire la prima delle due vele e in parallelo ci sono i cantieri che sono partiti per la costruzione di nuovi edifici».

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«Una città prende degli impegni e dà delle risposte nei tempi giusti – rimarca – ce la stiamo mettendo tutta per cercare di risolvere un problema che esiste da decenni. Quando sono venuto qui, ho trovato delle situazioni abitative che non erano di un paese civile. Io credo che la democrazia si difende dando pari dignità a tutti e noi lo stiamo facendo e lo faremo».

Quanto accaduto a luglio scorso, aggiunge Manfredi, «ha lasciano un grande dolore. Il mio impegno, il nostro impegno è stato quello di onorare quelle vittime con una risposta concreta perché per troppi anni si erano fatte promesse che poi non se non come realizzate. Il mio pensiero va a loro, perché non dimenticherò mai quella notte».

Scampia «è vicina alla parte nevralgica della città – ricorda – questo è il primo passo per renderla più vicina ancora sia logisticamente che socialmente, culturalmente al centro. Da rettore ho lavorato per tanti anni per aprire l’università a Scampia che è diventato un punto di riferimento ma anche un segnale che questo è un quartiere normale, dove ci sono tante persone che vogliono una vita giusta, che vogliono i loro diritti».

Scampia guarda al futuro

«Tra un anno cominciamo a consegnare nuove case, per questo abbiamo voluto far andare in parallelo l’abbattimento con la costruzione delle nuove case. Non basta abbattere, bisogna anche ricostruire. Fare le due cose insieme è anche un segnale perché ovviamente abbattere non è semplice però ricostruire è ancora più difficile».

«Vorrei si dicesse che Scampia è una realtà che guarda al futuro, che ha avuto il coraggio di cambiare, che ha avuto una storia molto difficile come la storia di tante periferie d’Italia ma non si è fermata, come non si è fermata a Napoli e ha avuto anche la forza di vincere gli stereotipi. Napoli è una grande città, è una città fatta di grandissime energie nei suoi centri e nelle sue periferie e lo sta dimostrando nei fatti», conclude Manfredi.

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