Strage in famiglia nel Palermitano: la figlia di Barreca condannata a 12 anni

Il padre ritenuto capace di intendere e volere

Il gup del tribunale dei minorenni di Palermo, Nicola Aiello, ha condannato a 12 anni e 8 mesi la figlia maggiore di Giovanni Barreca, imputata come il padre della strage di Altavilla Milicia (Palermo) avvenuta in un contesto di folle e brutale fanatismo religioso e nella quale sono stati seviziati e uccisi la madre e il fratellino della ragazza. La giovane, che aveva 17 anni all’epoca del fatto, è nel frattempo divenuta maggiorenne, ma è stata giudicata col rito abbreviato dal tribunale dei minori. Il pm aveva chiesto 18 anni. La pena comminata comprende lo sconto di pena di un terzo previsto per l’abbreviato.

La prima udienza in Corte d’assise

Prima della condanna della giovane da parte del gup del tribunale dei minorenni, si era conclusa la prima udienza in Corte d’assise con le dichiarazioni spontanee di Sabrina Fina, che ha negato di avere commesso omicidi, sostenendo di essere «una chioccia amorevole»: tre in questo caso le persone alla sbarra per la strage di Altavilla Milicia (Palermo) commessa il 10 febbraio dell’anno scorso in una villetta di proprietà di Giovanni Barreca dove furono trovati i resti bruciati della moglie, Antonella Salamone, e i cadaveri dei figli della coppia, Kevin di 16 anni ed Emmanuel di 5.

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Oltre a Barreca, che i giudici della Corte d’assise di Palermo oggi hanno ritenuto capace di intendere e di volere, sono imputati Fina e Massimo Carandente, due santoni fanatici religiosi che, secondo la Procura di Termini Imerese (Palermo), uccisero i tre al culmine di un rito di purificazione dal demonio. Barreca aveva ottenuto dal gip termitano la dichiarazione di incapacità ma la Procura aveva fatto ricorso per il mancato rispetto delle procedure di legge e il tribunale del riesame lo aveva accolto.

Stamattina la questione è stata riproposta dall’avvocato Giancarlo Barracato, con riferimento anche alla capacità di stare validamente in giudizio, ma il collegio presieduto da Vincenzo Terranova ha rigettato le obiezioni ed è andato avanti, respingendo anche altre eccezioni relative alla presunta nullita’ del decreto che dispone il giudizio. A fine udienza Sabrina Fina, ammessa a sedere accanto al suo avvocato, Franco Critelli, ha sostenuto di essere incapace di fare del male e di amare i bambini e gli animali.

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