Dal giornalaio allo smartphone: il rapporto tra i giovani e i fumetti si è evoluto

Anni ’80: carta, colla e passione

Negli anni ’80, leggere fumetti era un rito quasi quotidiano per milioni di ragazzi. Bastava una moneta da 500 lire per uscire dal giornalaio con in mano una copia di Topolino, Diabolik, Tex o Alan Ford, pronto a essere divorato in un pomeriggio d’estate.

Il fumetto era una delle principali forme di intrattenimento: lo si collezionava, lo si scambiava, e ogni uscita era attesa con trepidazione. La narrazione era lineare, i personaggi riconoscibili, lo stile grafico coerente e distintivo.

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I protagonisti dell’epoca: Topolino, Diabolik e Batman

In Italia spopolavano le storiche pubblicazioni Disney e Bonelli. Topolino era il settimanale più letto, mentre Diabolik, il ladro in calzamaglia nera ideato dalle sorelle Giussani, teneva col fiato sospeso i lettori con trame noir e colpi di scena.

A livello internazionale, Batman e Spider-Man affascinavano anche i lettori italiani. Le edizioni americane arrivavano da noi con ritardo, ma con grande impatto, specialmente grazie a graphic novel di culto come Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller.

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Il nuovo millennio: digitale e rivoluzione manga

Con l’avvento di internet e degli smartphone, il rapporto tra giovani e fumetti è cambiato radicalmente. La lettura si è spostata online: oggi esistono piattaforme come Webtoon o MangaPlus che offrono fumetti gratuiti da leggere ovunque.

Ma il vero terremoto culturale è arrivato dal Giappone. I manga hanno conquistato milioni di lettori: Dragon Ball, Naruto, One Piece, Death Note e Demon Slayer sono diventati fenomeni di massa, con personaggi che affrontano dilemmi morali, battaglie epiche e crisi interiori.

Fumetto e cinema: l’effetto Marvel

Un altro elemento decisivo è stato il successo del cinema ispirato ai fumetti. L’universo Marvel ha dato nuova linfa ai supereroi: Iron Man, Thor, Captain America e Black Panther sono oggi ben noti anche a chi non ha mai letto un albo.

Questo ha riportato i giovani verso le opere originali, ma con una prospettiva diversa: quella del fan multimediale, che scopre i fumetti partendo da film, serie TV e videogiochi.

Le nuove forme del fumetto: graphic novel, webcomic, autobiografie

Oggi il fumetto ha rotto ogni barriera di genere. Esistono graphic novel autobiografiche (Persepolis, Fun Home), storie di guerra e Shoah (Maus), satire pungenti e fumetti d’inchiesta.

Anche il linguaggio è cambiato: i fumetti non parlano più solo ai bambini. Affrontano temi come l’identità, il bullismo, l’ecologia, la sessualità, diventando strumenti culturali per leggere il mondo.

Il ruolo attivo dei giovani: lettori, autori e community

I giovani non sono più solo lettori, ma anche creatori. Grazie a strumenti digitali e social network, molti realizzano fumetti propri, li pubblicano su Instagram o Tapas, creano fan art, recensioni, cosplay. Nascono community affiatate che condividono la passione per una serie, un autore o un genere. Il fumetto è diventato un linguaggio partecipativo, capace di creare connessioni e senso di appartenenza.

Il rapporto dei giovani con i fumetti non è finito: si è trasformato. Dai pomeriggi con Topolino agli scroll su Webtoon, dalle risate con Garfield alle lacrime per Attack on Titan, la narrazione per immagini continua a parlare alle nuove generazioni.

E se negli anni ’80 il fumetto era un universo ordinato e familiare, oggi è un multiverso aperto, fluido, in continua evoluzione. Ma una cosa resta immutata: il suo potere di farci sognare, riflettere e – anche solo per un attimo – restare bambini.

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