Regione Campania: dodici milioni di mancette, in cambio di un voto

La strategia elettorale in previsione delle prossime regionali

Dodici milioni di mancette elettorali. Sono quelle che, in previsione delle prossime regionali – alle quali non dovrebbe neanche partecipare, perché ha già esaurito i due mandati previsti dalla legge – il «governatore» uscente Vincenzo De Luca, si appresta a distribuire, nella speranza che gli tornino utili, per ottenere il terzo. «Si so’ pochi, pigliateli p’assaie» avrebbe detto il mio defunto padre.

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Personalmente, invece, alla luce della situazione in cui versa la nostra regione, in termini di servizi (vedi la sanità a pezzi, la scuola in rovina, la storica Vesuviana – oggi Eav – che fino a qualche decennio addietro un orgoglio per tutti i campani, e che oggi, purtroppo è diventata soltanto un vecchio arnese sul quale è anche pericoloso viaggiare, se ti va bene, si ferma per strada e ti costringe a completare il viaggio a piedi, ovviamente lungo i binari, ecc.) ritengo più opportuno, per rispetto della vostra salute e salvaguardandovi il fegato dire che «si so troppi, pigliateli pe’ pochi».

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Qualche esempio

Solo qualche esempio fra quelli più eclatanti: 200mila euro al Comune di Acerra, 100mila ciascuno al progetto «Salute e corretti stili di vita» e 100 per la «festa patronale di San Cuono e figlio» (San Cuono aveva un figlio ed era santo anche lui?); 25mila alla Comunità Montana Gelbison e Cervati per il festival delle radici; e ancora 100mila alla Comunità Montana Partenio Vallo di Lauro per il Festival delle eccellenze e delle tradizioni»; 20mila alla Parrocchia Santa Maria Ad Martyres Salerno per la «ristrutturazione dello spogliatoio». Prima di andare in chiesa a Salerno, bisogna cambiarsi d’abito? Ancora, 80mila euro a Torre Annunziata per la «realizzazione Parco Giochi inclusivo», ovvero? E 30 mila al comune di Pimonte per il «rifinanziamento (addirittura, ndr.) delle Olimpiadi dei Monti Lattari».

Leggi anche: Regione Campania, l’opposizione alza la voce: «No a prebende di De Luca, soldi vadano a sanità»

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E a seguire altre 300 mancette che a leggere le motivazioni per le quali sono stati attribuiti, così come indicate, è anche complicato capire a cosa serviranno, chi li gestirà e per cosa. Insomma quest’anno avrà davvero da festeggiare. Fiere, feste patronali, mostre mercato, sagre delle castagne, delle zeppole, feste della luce, difesa delle tartarughe marine, realizzazioni campi di padel, in fondo lo sport aiuta a crescere bene, (soprattutto a chi realizzerà gli impianti).

E allora ribadisco e chiedo allo «sceriffo», ma – sempre alla luce delle condizioni della Campania – non sarebbe stato possibile utilizzarli per risolvere davvero qualche problema della collettività campana? Forse, sì, ma non in tempo di campagna elettorale. E a proposito, quando sarà il momento non dimenticate di fare una capatina alle urne. Insomma, le mancette servono anche a questo. Magari anche, no!

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