Omicidio dell’ingegnere, si pente il presunto mandante Gennaro Petrucci

È il marito dell’ex imprenditrice antiracket Silvana Fucito

Prima udienza del processo contro Gennaro Petrucci, 73 anni, accusato di aver commissionato l’omicidio dell’ingegnere Salvatore Coppola, avvenuto lo scorso 12 marzo nel parcheggio di un supermercato in via Protopisani, a Napoli. Petrucci, marito dell’ex imprenditrice antiracket Silvana Fucito (estranea all’inchiesta), ha deciso di prendere parola davanti ai magistrati e di cambiare il proprio difensore, ricusando l’avvocato Antonio Bucci e affidandosi a un legale che solitamente segue collaboratori di giustizia. Il processo si sta svolgendo con rito immediato davanti alla Corte di Assise di Napoli.

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Secondo le indagini della Squadra Mobile, a sparare sarebbe stato Mario De Simone, 64 anni, che avrebbe ricevuto un compenso di 20mila euro per eseguire l’omicidio. L’origine della vicenda sarebbe legata a un’accesa disputa per una villa di lusso con piscina, situata a Portici, finita al centro di intricate questioni immobiliari.

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La ricostruzione

L’ingegnere Salvatore Coppola, ex collaboratore di giustizia con legami ai clan di San Giovanni a Teduccio, era tornato a operare nel settore immobiliare, coinvolgendo nella sua attività proprio quella villa. L’immobile, sequestrato nel 2014 alla società di Silvana Fucito nell’ambito di un’inchiesta per frode fiscale, fu successivamente acquistato nel 2021 da un’altra società con sede a San Giorgio a Cremano. Petrucci, ritenendo l’acquisto illecito a causa dei legami dell’acquirente con il clan Mazzarella, presentò una denuncia.

Un sopralluogo alla villa, condotto proprio con l’ingegnere Coppola, avrebbe innescato la tensione che, secondo gli inquirenti, portò Petrucci a ordinare l’eliminazione dell’ex collaboratore. Le intercettazioni avrebbero rivelato la trattativa con il presunto esecutore materiale, cui sarebbe stato promesso il pagamento per il delitto

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