Corruzione al Comune di Caserta: ai domiciliari l’assessore Marzo e altri 4

In totale sono 14 le persone indagate

Corruzione e falsità in atti pubblici. Questi i reati contestati all’assessore ai lavori pubblici del Comune di Caserta, Massimiliano Marzo, a due dirigenti, a un dipendente e a un imprenditore che sono finiti questa mattina agli arresti domiciliari. In totale, sono 14 le persone indagate. Tra di loro altri amministratori comunali, dipendenti del comune e imprenditori. Dall’attività investigativa coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, iniziata durante le ultime elezioni amministrative al comune di Caserta, è emerso un quadro caratterizzato da condotte delittuose che avrebbero alterato o turbato il normale e lecito andamento degli affidamenti di lavori pubblici del Comune di Caserta.

Nell’ambito dell’inchiesta sarebbero emerse una serie di situazioni caratterizzate da un sistema di corruzione che vedeva un patto tra i dirigenti e l’assessore per l’aggiudicazione di alcuni lavori pubblici, alcuni dei quali venivano spacchettati per fare l’aggiudicazione sotto soglia e alla base c’erano una serie di atti illegittimi, alcune volte falsi, per l’aggiudicazione di questi lavori a imprenditori conniventi.

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Per le assegnazioni di lavori, secondo gli inquirenti, venivano date delle utilità ai funzionari pubblici che consistevano in favori, lavori edili fatti in abitazioni private. In un caso sarebbe emerso il pagamento dell’assicurazione di un’auto. Inoltre, in alcuni casi sarebbe stato registrato che l’acquisto delle forniture edili che dovevano essere utilizzate per i lavori aggiudicati avvenivano nell’azienda in cui l’assessore finito ai domiciliari era comproprietario al 50 per cento. I lavori aggiudicati riguardavano plessi scolastici, verde pubblico e canile comunale. I lavori avvenivano antecedentemente la relazione e l’approvazione delle delibere.

La corruzione elettorale

Nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, oltre ad un conflitto di interesse tra interessi pubblici e privati, è emerso sullo sfondo durante l’attività investigativa dei carabinieri di Caserta, anche l’ipotesi di un mercimonio del voto, una corruzione elettorale con l’acquisto di un pacchetto di suffragi. Durante la conferenza stampa del procuratore capo, Pierpaolo Bruni, e del comandante provinciale, Manuel Scarso, è stato specificato che la corruzione elettorale non riguarda nessuna delle 5 persone colpite questa mattina da ordinanza cautelare, ma uno degli altri 14 indagati non colpito da ordinanza cautelare.

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Marino: «Fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine»

«Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Al tempo stesso auspichiamo che le persone coinvolte nell’indagine, che riguarda singoli episodi, possano chiarire quanto prima la propria posizione». A dichiararlo è il sindaco di Caserta, Carlo Marino.

«Il lavoro dell’Amministrazione – ha aggiunto il primo cittadino – va avanti regolarmente, garantiamo la piena continuità amministrativa. Le deleghe dei Dirigenti coinvolti saranno momentaneamente attribuite agli altri dirigenti in servizio e al Segretario Generale. Ricordo che gli episodi di cui ai capi di imputazione riguardano fatti accaduti antecedentemente al luglio 2023, mese in cui ho emesso i nuovi decreti di attribuzione delle deleghe ai dirigenti, applicando la legge anticorruzione».

Infine, il Sindaco Marino ha assunto ad interim le deleghe dell’assessore Massimiliano Marzo, oggi finito ai domiciliari, ovvero quelle ai Lavori Pubblici, alla Polizia Municipale, al Traffico e alla Viabilità, alla Protezione Civile, al Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e ai Rapporti con le frazioni.

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