Torre Annunziata, Bergamasco: «Trasparenza, partecipazione e pianificazione per il rilancio»

Il presidente de “La Paranza delle Idee” candidato con “Azione”: «Sì al turismo ma serve anche un’industria sostenibile»

Dieci giorni ancora di campagna elettorale poi la parola passerà agli elettori che sceglieranno i nuovi componenti del consiglio comunale di Torre Annunziata e la nuova Amministrazione che guiderà la città nei prossimi anni. I candidati si apprestano al rush finale di una campagna elettorale diversa dal solito, molto centrata sui distinguo dalle passate consiliature a causa dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche della giunta Ascione. Ma questo lungo periodo di commissariamento, pausa dalla normale vita amministrativa, è servito alla città?

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«Mi piace evidenziare che sono in corsa per la carica di sindaco due docenti universitari, una preside in pensione e un giovane avvocato. Si tratta perlopiù di profili molto qualificati» spiega in un’intervista al nostro giornale Claudio Bergamasco, presidente de “La Paranza delle Idee”, candidato con “Azione” al consiglio comunale.

«È significativa – aggiunge – anche la presenza di una donna e di un under 35. Non era affatto scontato, dopo quanto accaduto in città con il secondo scioglimento del Comune per infiltrazione camorristica, che personalità del mondo accademico, dell’istruzione e delle professioni nonché dell’associazionismo si lasciassero coinvolgere nelle vicende politiche cittadine. E non era scontato neanche l’impegno dei tanti giovani presenti in ogni schieramento. Sotto quest’aspetto, anche se si tende a rimarcare soprattutto le presenze maggiormente legate al passato, mi sembra che si possa scorgere un principio di rigenerazione».

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«Gli eventi negativi che hanno coinvolto di recente Torre Annunziata hanno, da un lato, fatto precipitare buona parte dei torresi in un clima, ampiamente palpabile, di assoluta sfiducia verso la politica mentre, dall’altro lato, hanno ingenerato in un’altra parte della popolazione, che spero possa crescere sempre di più da qui ai giorni delle votazioni, la voglia di reagire. La situazione è indubbiamente ancora complessa e resta ancora tanta strada da fare per ristabilire un’atmosfera di fiducia ma mi piace pensare in positivo».

La sfida della politica

Quale sarà il primo problema da affrontare per la nuova Amministrazione comunale?

«È difficile dare una risposta perché, purtroppo, Torre Annunziata è afflitta da tanti problemi, alcuni anche molto gravi. Poi ci sono cose che possono essere affrontate subito in maniera molto decisa ed altre che, pur avendo caratteri di urgenza, necessitano però di soluzioni strutturali e, quindi, di medio-lungo periodo. Pensandoci bene, però, e anche se non si tratta di questioni di competenza comunale o prettamente comunale, mi viene in mente la necessità di dare un segnale a livello istituzionale circa la situazione dell’assistenza sanitaria nella nostra area: associazioni, comitati e semplici cittadini hanno, in questi mesi, tenuto accesi i riflettori sull’ospedale di Boscotrecase, toccherà alla politica farsi carico delle loro istanze. C’è, poi, la questione del finanziamento per l’ampliamento del porto, che bisogna capire che destino sta seguendo; così come c’è da intervenire sulla questione parcheggi».

Più volte hai battuto sul tasto della rigenerazione urbana, Cuccurullo ha spiegato di voler recuperare il rione Carceri con l’housing sociale

«Sì, sulla rigenerazione urbana posso dire che l’Associazione che presiedo, visto l’enorme lavoro svolto sul tema nel corso degli ultimi anni, ha fatto un po’ da apripista per il programma di coalizione. Quella dell’housing sociale è una delle possibili soluzioni. In ogni caso, Corrado Cuccurullo ha spiegato soprattutto di voler far partire la rigenerazione urbana dall’approvazione di un Piano Strategico partecipato, il quale dovrà fungere da mappa di tutte le opportunità possibili offerte dal territorio comunale. Sulla scorta del Piano si andrà poi a verificare meglio la fattibilità delle soluzioni. Mi permetto di sottolineare che anche la centralità della pianificazione è il frutto della semina de La paranza delle idee».

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Capitolo mare

Il porto, nonostante gli ingenti fondi spesi, non sembra avere un futuro roseo

«Ne parlavo in precedenza e, a dire il vero, c’è l’urgenza di non perdere gli altri importanti fondi che ci sono per il suo rilancio. Poi, tra le altre cose affini, va fatta una verifica anche sulla questione della riqualificazione della Darsena dei Pescatori, per la quale i lavori non sono mai cominciati, nonostante una gara aggiudicata oltre un anno fa, sembra a causa di alcune complicazioni burocratiche».

Proprio il porto è al centro delle indagini che hanno portato allo scioglimento. Il centrosinistra ha guidato le ultime amministrazioni, come si sta attrezzando per non ripetere gli errori del passato e difendersi dalle ingerenze?

«La coalizione, già dalla scelta del candidato sindaco, ha avviato una significativa opera di rinnovamento della classe politica. Lo schieramento che sostiene Alfano, a ben vedere, conta, tra ex consiglieri comunali ed ex assessori, il maggior numero di candidati con un trascorso nella precedente maggioranza. Nel centro-sinistra, tra quei pochi ex amministratori, figura, invece, chi è andato via dalla precedente Giunta già prima degli scandali giudiziari, sbattendo la porta perché in totale disaccordo con la gestione politica. In ogni caso, siamo tutti d’accordo che la trasparenza dovrà essere la stella polare e che, per alimentarla, le scelte dovranno essere il più possibile partecipate, cioè fatte coinvolgendo i cittadini».

La partecipazione

Spesso hai rimarcato l’assenza del PUC nonostante scadenze perentorie

«Anche se va detto che la difficoltà di pervenire all’approvazione del Piano Urbanistico Comunale non riguarda solo Torre Annunziata, il non avere ancora un PUC è stato, obiettivamente, un fallimento delle precedenti amministrazioni. Aggiungo, però, che anche la cittadinanza, almeno quella con un minimo di conoscenza del tema, ha le sue colpe, visto lo scarsissimo interesse manifestato per un tema che pure, a proposito di partecipazione, prevede a livello normativo il coinvolgimento di associazioni e cittadini. Ora tutti parlano di PUC e la cosa non può che farmi piacere».

«Sono fiducioso per il futuro, soprattutto perché conosco la sensibilità di Corrado Cuccurullo sulla questione. Chioso dicendo che, ora che siamo tutti d’accordo sulla necessità del PUC, serve un Piano agile, che metta in chiaro soprattutto ciò che si vuole evitare, come risultato delle trasformazioni del territorio, lasciando poi aperto un ampio ventaglio di opzioni possibili».

La vocazione

Hai sollevato più volte dubbi sulla possibilità che una città possa vivere solo di turismo

«L’emergenza Covid ce ne ha fornito la prova, anche rispetto a importanti realtà turistiche come la stessa Venezia. Bisogna puntare tantissimo sul turismo, che ha un potenziale enorme nella nostra Regione, ma bisogna avere la capacità di accompagnare lo sviluppo turistico con il rilancio, in senso sostenibile, di una realtà industriale storica qual è Torre Annunziata, che, nonostante tutto, sul suo territorio mantiene alcune stabilimenti di importanza assoluta a livello nazionale e non solo: penso a quello della Novartis, attorno al quale sta già nascendo, anche grazie all’Istituto Marconi, una rete di filiera, che, visti i numeri da record sull’export, può e deve essere necessariamente irrobustita».

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